Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (Ansa)
Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (Ansa)

Roma, 25 ottobre 2020 - "Faccio fatica a capire qual è la direzione: una settimana fa le palestre" restavano aperte, oggi le chiudiamo: "Il tema non è la palestra, il tema è che noi certe cose le dicevamo ad aprile. Dicevamo che il tpl era uno dei grandi problemi. Adesso siamo ancora qua fermi. Ci siamo fatti cogliere impreparati e questa volta lo sapevamo". Così il presidente di Confindustria Carlo Bonomi parlando del nuovo Dpcm del governo ospite di Lucia Annunziata a Mezz'ora in più su Rai 3. "Nell'affermazione che sono già pronti i ristori", bisogna considerare che "abbiamo ancora 12mila persone che aspettano da maggio la cig erogata dallo Stato. È su queste cose che gli italiani perdono la fiducia. Dobbiamo ristabilire la fiducia, altrimenti questi provvedimenti perdono efficacia".

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Il bollettino del 25 ottobre

Le prospettive. "Temo che i numeri saranno fortemente colpiti" dalla situazione attuale: "Stimiamo un'ulteriore discesa tra l'uno e il 2 percento" del Pil, quindi "-11/-12%, con un danno per l'economia di 216 miliardi, superiore ai fondi del Recovery Fund". L'ultima stima dell'ufficio studi di Confindustria per il 2020 era del -10%.

Nel frattempo, "dopo il necessario dpcm, che interviene su attività già duramente colpite nella prima prima fase della pandemia, è ancora più urgente sancire la certezza di provvedimenti comprensivi di ulteriori 18 settimane di cassa covid per la tutela del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i settori, e il conseguente blocco dei licenziamenti", affermano in una nota i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. ''Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio, ma ad ora non abbiamo ancora ricevuto alcuna convocazione da parte del governo - aggiungono i tre segretari generali -. La tutela del lavoro, insieme a quella della salute, è oggi indispensabile per la tenuta della coesione sociale, del nostro tessuto democratico e dell'economia".  "Siamo pronti se necessario a sostenere tutto ciò con la mobilitazione'', concludono Landini, Furlan e Bombardieri. E il premier li convoca giovedì alle 16.