di Achille Perego

Il rilancio del marchio VéGé con un nuovo format di punti vendita di prossimità. È il progetto, già da un po’ allo studio e rimasto fermo nel cassetto nell’anno segnato dalla pandemia da Coronavirus, che Giorgio Santambrogio (nella foto in alto), amministratore delegato della cooperativa di imprenditori con 35 insegne associate indipendenti e oltre 11,3 miliardi di ricavi, quarto gruppo in Italia nella grande distribuzione, si prepara a lanciare nel 2021.

"Rileggendo la storia di VéGé si scopre che alle origini, negli anni Sessanta, aveva oltre 6200 punti vendita con la sua insegna", esordisce Santambrogio, 55 anni, una trentina dei quali passati a operare con passione nel mondo del retail alimentare e della distribuzione moderna, sia come manager sia come opinionista, assiduo relatore nei convegni ed ex docente all’Università Bocconi.

Come si svilupperà il progetto del nuovo format ad insegna VéGé?

"Oggi il nostro gruppo prevede, a differenza ad esempio dell’altra grande realtà della cooperazione fra imprenditori del dettaglio che è Conad, l’autonomia gestionale dell’insegna da parte dei nostri associati. Le 35 imprese per cui VéGé fa da centro di acquisto oltre che fornire una serie di servizi, dal marketing alle private label, dal digital alla formazione e alla pubblicità, mantengono la loro insegna alla quale, in qualche caso, sono liberi di aggiungere anche il logo VéGé. La stessa libertà ci sarà nell’adesione al progetto del nuovo format a marchio VéGé perché potranno abbracciare questo progetto sia i nostri attuali associati nelle regioni dove già sono presenti, sia nuovi imprenditori che decidono di partecipare a questa nuova sfida".

A quale formula di supermercato pensa?

"VéGé, lo conferma la sua storia, è stato fin dall’inizio pioniere nella creazione in Italia di format di distribuzione moderna, così come delle innovative formule di promozione e fidelizzazione dei consumatori. E fin dall’inizio ha puntato su punti di vendita di media dimensione, specializzata nei prodotti alimentari che ancora oggi rappresentano circa il 95% della numerica di Gruppo VéGé".

Quindi piccoli supermercati e non ipermercati?

"Il settore della grande distribuzione in questi anni è cambiato e si è registrata una progressiva riduzione del peso delle grandi aree commerciali – le cattedrali del deserto degli anni Ottanta e Novanta - a favore di quelli che oggi chiamiamo punti vendita di prossimità. Supermercati che, a seconda del contesto geografico, possono variare dai 400 sino ad massimo di mille metri quadrati di superficie. Un cambiamento che la pandemia e la crescita dell’e-commerce ha accelerato".

Qual è il punto vendita del futuro?

"Non vi è un unico format vincente nel futuro. All’interno di VéGé stessa, abbiamo delle imprese (per esempio Tosano, Bennet e Migross) con splendidi superstore e piccoli ipermercati che viaggiano alla grande, però l’emergenza sanitaria ha fatto crescere notevolmente la spesa online, in particolare il click and collect (il ritiro della spesa al punto vendita) oltre che l’home delivery. Ma, seppure in questi mesi ci sia stato un aumento dell’e-commerce anche nel nostro settore del 150% e questa modalità sia destinata a crescere ulteriormente, oggi la quota di acquisti online nel retail alimentare è ancora limitata a poco meno del 3%".

Quindi, Covid a parte, gli italiani continueranno a preferire la spesa nel carrello?

"La spesa online riguarderà sempre di più prodotti – come tutti i commodities, quelli per la cura della casa o l’igiene personale – più ripetitivi negli acquisti e anche più pesanti da trasportare. Ma da qui a dire che l’italiano sarà deliziato di acquistare l’insalata di polpo prezzemolata o la cassoeula su Amazon ne corre ancora molto".

Quindi?

"Quindi il punto vendita continuerà a svolgere una funzione centrale per la spesa delle famiglie, in particolare per i prodotti freschi, dalla carne al pesce, dai salumi ai formaggi, dall’ortofrutta alla gastronomia. E rispetto a questa richiesta dei consumatori, il supermercato deve sapere evolversi. Essere più bello, più accogliente, più… casa, e trasmettere sempre più freschezza di assortimento. E un ruolo fondamentale sarà sempre di più quello che avrà il personale: accogliente, super competente, capace di interagire – e se vogliamo anche chiacchierare – con il cliente. Ed è quello che vogliamo fare con il progetto dei nuovi punti vendita a insegna VéGé che cominceremo ad aprire dall’anno prossimo".