Intesa Sanpaolo accende i motori dell’offerta pubblica di scambio su Ubi banca. Dopo il via libera della Consob, Cà de Sass ha pubblicato il prospetto informativo e il documento relativo all’Offerta pubblica di scambio (Ops). La parola ora passa al cda di Ubi, che dovrà esprimersi sull’offerta entro il giorno precedente all’avvio del periodo di adesione fissato per il 6 luglio. Dal canto suo, il ceo di...

Intesa Sanpaolo accende i motori dell’offerta pubblica di scambio su Ubi banca. Dopo il via libera della Consob, Cà de Sass ha pubblicato il prospetto informativo e il documento relativo all’Offerta pubblica di scambio (Ops). La parola ora passa al cda di Ubi, che dovrà esprimersi sull’offerta entro il giorno precedente all’avvio del periodo di adesione fissato per il 6 luglio.

Dal canto suo, il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, sostiene che si tratta di "un’operazione di mercato rivolta direttamente a tutti gli azionisti di Ubi Banca, con l’obiettivo di rafforzare la posizione degli stakeholders dei due gruppi nel panorama bancario europeo". Il via libera della commissione presieduta da Paolo Savona e la pubblicazione del prospetto consentono all’offerta, annunciata il 17 marzo scorso, di arrivare sul mercato. Nell’ultima settimana di adesione, il cui periodo si concluderà il 28 luglio, è attesa la decisione dell’Antitrust che dovrà esprimersi sull’aggregazione dei due gruppi bancari.

Cà de Sass tiene a sottolineare che la pendenza del procedimento dinanzi all’Autorità non "preclude il perfezionamento dell’offerta", ed evidenzia che l’offerta è condizionata al via libera dell’Antitrust senza ulteriori misure diverse dalla cessione degli sportelli di Ubi a Bper. Su questo fronte, e per eliminare ogni criticità, Intesa si è impegnata a stipulare, entro nove mesi dalla data di pagamento dell’offerta, contratti per la "cessione di complessivi 17 sportelli bancari di Ubi". Il nuovo gruppo prevede un utile non inferiore a 5 miliardi di euro nel 2022. Messina punta inoltre al "pieno coinvolgimento delle fondazione Ubi per offrire sostegno all’economia reale".

Previste anche quattro nuove direzioni regionali a Bergamo, Brescia, Cuneo e Bari, ulteriore credito per 10 miliardi nel triennio 2021-2023 e l’assunzione di 2.500 giovani. Si tratta di un’operazione basata su "solidi fondamentali industriali, in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano. A questo punto la parola passa agli azionisti di Ubi", chiude Messina.