di Andrea Telara

È tra le poche donne a ricoprire il ruolo di amministratore delegato e tra le pochissime che svolgono questa funzione nel settore assicurativo. Ecco, in estrema sintesi, il profilo di Angela Cossellu (nella foto in basso), che dal 2018 è Ceo di Zurich Connect, compagnia d’assicurazione online con oltre 400mila clienti, che fa capo al gruppo elvetico Zurich, in Italia dal 1902. "Assumere crescenti ruoli di leadership nel mondo delle assicurazioni per una donna è stato visto per molto tempo come un‘impresa ardua", dice Cossellu, "ma sono cresciuta con la convinzione che le capacità di tutti, e quindi anche delle donne, non abbiano limiti e che qualunque ostacolo possa essere superato con professionalità, passione e dedizione". La Ceo di Zurich Connect non esita a definirsi una persona privilegiata perché ha sempre beneficiato di uno spirito d’inclusione: prima in famiglia, poi all’università quando scelse di frequentare una facoltà "poco femminile" come ingegneria elettronica e infine nel mondo del lavoro. Dopo essere stata dirigente nel settore delle telecomunicazioni, Cossellu è entrata in Zurich, un gruppo che vuole essere un esempio virtuoso di azienda al femminile.

Alcuni dati significativi: in Zurich Italia, che tra l’altro ha creato per prima tra le assicurazioni un programma di smart working fin dal 2015, la componente femminile dell’organico supera il 50% e 9 dei 16 ruoli chiave dell’azienda sono ricoperti da donne. La compagnia si sta impegnando per eliminare del tutto il gender gap salariale, cioè il divario tra i due sessi per quel che riguarda le retribuzioni. Con due modalità: in maniera diretta con un’analisi periodica che punta a evidenziare e prendere iniziative per colmare specifici gap. La modalità indiretta si concretizza con una promozione culturale sul tema, dando evidenza ai riconoscimenti a livello aziendale di premi e avanzamento di carriera del mondo femminile rispetto a quello maschile.

L’impegno a favore delle donne non si manifesta però soltanto all’interno dell’organico aziendale ma anche all’esterno. Dal 2018 Zurich aderisce al Progetto Libellula, il primo network di aziende unite contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere. Oltre ad incontri di approfondimento e formativi per i collaboratori e i loro figli, ha attivato un numero verde per il supporto psicologico alle donne (e non solo) vittime di violenza. Cossellu partecipa anche attivamente dal 2014 alle iniziative di Valore D, la prima associazione di imprese che promuove l’equilibrio di genere e una cultura inclusiva. In questa organizzazione la manager rappresenta l’intero gruppo Zurich, che è tra i soci sostenitori. L’attenzione della compagnia a favore della diversity e dell’inclusione si manifesta, già da qualche anno, anche sui social network. In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, 25 novembre, Zurich e Zurich Connect hanno deciso di intercettare il cat-calling (apprezzamenti sessisti) sui social media. Le compagnie risponderanno, da account creati ad hoc, ai commenti sessisti sui profili delle influencer donne, invitando gli autori del cat-calling a cliccare su un link "esca". L’aggressore atterrerà così su un sito informativo sul cat-calling e sulle leggi contro questa tipologia di molestie esistenti già in altri Paesi. Inoltre, per dare concretezza a questa azione verrà anche promossa una petizione per far si che il cat-calling venga considerato un reato anche in Italia.

"Probabilmente non c’è donna che non subisca cat-calling almeno una volta nella vita: un fischio, un apprezzamento indesiderato o un commento volgare, e spesso queste non sono nemmeno percepite come molestie" conclude Cossellu. "Con la nostra iniziativa sui social vogliamo contribuire alla sensibilizzazione su questa forma di molestia e, più in generale, contrastare la violenza di genere online". Con un’iniziativa analoga nel 2019 la compagnia si è aggiudicata anche diversi premi a livello internazionale. In quel caso, in collaborazione con l’associazione "Se non ora quando?", Zurich connect si era attivata schierando i suoi dipendenti, che hanno ricercato i commenti offensivi rivolti alle donne e li hanno segnalati, fino a farli rimuovere.