Dove comincia la sfida per la sostenibilità? Quella di Emanuele Rissone ha preso vita davanti a una foresta di bambù gigante. Stregato dalle verdi canne, è il 2014 quando fonda - con il supporto di alcuni imprenditori locali - Forever Bambù, la società che realizza foreste di bambù gigante in Italia, tutte certificate biodinamiche. E lo scopo è soprattutto uno: «fare del bene al nostro pianeta – spiega Rissone (nella foto), ad dell’azienda – basti pensare che: un bambuseto ha la capacità di produrre fino al 30% in più di ossigeno rispetto a una normale pianta e assorbire in media il 300% più C02 di una foresta di pari dimensioni. Sono molteplici gli utilizzi della pianta tipica dei climi africani e sud americani: dalla moda al design, dal rimpiazzo delle plastiche all’impiego dei germogli nell’alimentare. «Inoltre – prosegue Rissone – rimane produttiva per circa un secolo. Il motivo è che ogni qual volta tagliamo una canna, questa ricresce fino a 20 metri di altezza in poco meno di 3 mesi, ha quindi un grande ricambio ed ecosostenibilità rispetto a qualunque tipo di legno». Forever Bambù oggi vanta ettari ed ettari di superficie coltivata in due regioni italiane e ha oltre 400 soci da 5 paesi, 24 società agricole e ha raccolto 8 milioni di euro di investimenti. Nel 2017 è stata costituita la Forever Bambù Holding Srl che partecipa tutte le 24 società agricole create in questi anni.

Forever Bambù è una filiera completa che parte dalla creazione di una srl agricola, acquista lotti di terreno idonei alla coltivazione del bambù e a costi estremamente competitivi, passa per il reclutamento di importanti professionisti fino ad arrivare alla completa gestione delle piante, seguendone la piantumazione e la crescita fino alla vendita a maturazione raggiunta. Insomma, piante e aziende vengono accudite dall’inizio alla fine.

Per le affiliate c’è un solido ombrello, un ’impianto di protezione’ fornito dalla holding stessa che prevede: 220 mila euro che vengono utilizzati per l’acquisto degli asset di proprietà, per il pagamento dell’affiliazione alla filiera e il mantenimento della società per i primi 4-5 anni, cioè fino all’entrata in produzione delle piantagioni e i primi incassi. Da febbraio 2019 infine, Forever Bambù ha avviato inoltre la procedura per la quotazione in borsa.

Gabriele Tassi