Ryanair ha annunciato che chiuderà la sua base di Francoforte dal primo novembre, dopo che i piloti tedeschi hanno rifiutato di ridursi lo stipendio. La compagnia irlandese, che intende tagliare 3.000 posti di lavoro per ammortizzare lo choc sui conti determinato dall’epidemia di coronavirus, ha svelato le sue intenzione in un memo inviato ai suoi piloti di base in...

Ryanair ha annunciato che chiuderà la sua base di Francoforte dal primo novembre, dopo che i piloti tedeschi hanno rifiutato di ridursi lo stipendio. La compagnia irlandese, che intende tagliare 3.000 posti di lavoro per ammortizzare lo choc sui conti determinato dall’epidemia di coronavirus, ha svelato le sue intenzione in un memo inviato ai suoi piloti di base in Germania e ha fatto sapere che altri hub potrebbero sostenere lo stesso destino. In particolare, segnata appare soprattutto la sorte di Berlino Tegel e Dusseldorf.

Nei giorni scorsi, il sindacato dei piloti tedesco Vc ha respinto a maggioranza la proposta della low cost di ridurre gli stipendi del 20% per 4 anni. "Vc", scrive Ryanair, "ha votato per la soppressione dei posti di lavoro e la chiusura delle basi quando invece avrebbe potuto preservare tutta l’occupazione".

Ai guai legati alla riorganizzazione per Ryanair si aggiunge una denuncia dell’organizzazione europea dei consumatori Beuc.

Secondo Beuc, dall’inizio della crisi del coronavirus, alcune delle più grandi compagnie aeree europee non hanno rimborsato i passeggeri e non hanno fornito informazioni chiare e complete sui loro diritti. Beuc - di cui fa parte l’italiana Altroconsumo - ha presentato la sua denuncia alla Commissione europea e alle autorità nazionali.

Aegean, Air France, EasyJet, Klm, Norwegian, Ryanair, Tap Portugal, Transavia sono tra quelle compagnia aeree che si sarebbero rese protagonista di rimborsi mancati a causa di una serie di impedimenti nei confronti dei clienti come servizi impossibili da contattare, moduli online non funzionanti, difficoltà a trovare informazioni.

Per questo motivo, Beuc e i suoi membri chiedono alle autorità nazionali di indagare su tali pratiche e di costringere le compagnie aeree a conformarsi alla legislazione dell’Ue in materia di diritti dei passeggeri e dei consumatori.