16 feb 2022

Nft e mercato dell'arte, con Artvise arriva la carta d'identità delle opere

La tecnologia della blockchain al servizio della compravendita delle opere

cristiana mariani
Economia
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Giorgio Cuneo

Da un lato un mondo anche antico, fatto di suggestioni, di tecniche, di emozioni, di sentimenti, di concretezza, dall'altro un universo, anzi un metaverso, del tutto nuovo e impalpabile. Cosa hanno in comune l'arte e gli Nft? Secondo Artvise, azienda innovativa da tempo al servizio dei collezionisti d'arte, molto. E in effetti il sistema implementato da Artvise è talmente particolare e sofisticato da risultare di immediata comprensione: gli Nft, ovvero i non fungible token, come certificati di autenticità e di proprietà per le opere d'arte fisiche. "Abbiamo sconvolto il mercato classico degli Nft perché altre piattaforme molto famose offrono beni immateriali, mentre noi ci occupiamo di opere fisiche" sottolinea Giorgio Cuneo, co-fondatore di Artvise. 

Prima di tutto però è necessario fare un passo indietro: cosa sono gli Nft? Il significato dell'acronimo è "Non fungible token", ovvero gettoni non modificabili. In sostanza un Nft è un certificato di proprietà. Solitamente gli Nft vengono utilizzati su beni non materiali, come opere d'arte sì ma non fisiche. Il possesso di un Nft, in pratica, non dà diritto ad avere anche fisicamente in mano un quadro ad esempio. "Fino agli anni Settanta  c’era l’esperto che certificava l'attribuzione dell’opera - ricorda Cuneo -. Poi si è iniziato a considerare che fosse necessario analizzare i pigmenti e le componenti delle opere per certificarne l'autenticità. In sostanza si è passati dall’attribuzione all’autenticazione. Oggi per noi serve l’Nft come vero passaporto dell’opera d’arte".

In sostanza chi vende e compra opere con Artvise ha la possibilità di ricevere non solo, ad esempio, il quadro o la scultura ma anche l'Nft corrispondente ovvero la carta d'identità digitale e sicura dell'opera. Perché sicura? Perché, come tutti gli Nft, il sistema si basa su blockchain ovvero una tecnologia che prevede la registrazione di qualsiasi dato e cambio di proprietà dell'opera su blocchi di dati. Che memorizzano ogni passaggio. "Noi siamo un ibrido tra la figura del gallerista e quella della casa d’arte - commenta il co-fondatore della società -. Garantiamo, inoltre, anche i procuratori. Abbiamo fatto vendite in questi mesi a soggetti istituzionali in modo trasparente perché in blockchain è tutto registrato. E i documenti non possono essere falsificati". 

Con l'utilizzo degli Nft, le opere d'arte diventano anche un settore più sicuro per gli investimenti. "Evitando falsificazioni di documenti e di opere - assicura Giorgio Cuneo - quello dell'arte torna ad essere un settore nel quale poter investire in maniera sicura". Per ora le compravendite attraverso Artvise avvengono in criptovalute, ma entro l'estate qualcosa dovrebbe cambiare: "Stiamo cercando di aprire il sistema anche alle valute tradizionali".

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