Luigi Manfredi

IMOLA (Bologna)

La forza delle idee. Attiva con l’attuale denominazione dal 2012, in pochi anni si è già ritagliata una posizione di rilievo nel settore biomedicale, uno degli ambiti di eccellenza della nostra regione. Neupharma – 12 dipendenti, fatturato 2018 a 12 milioni di euro, quartier generale a Imola – è un’azienda innovativa che opera nel campo di farmaci, alimenti e dispositivi medici per la cura della fibrosi cistica e più in generale delle malattie rare. Recentemente il ceo Davide Fiumi ha ricevuto a Roma un importante riconoscimento, il Premio Industria Felix organizzato da Industria Felix Magazine con la collaborazione fra gli altri di Università Luiss Guido Carli, Cerved e il patrocinio di Confindustria e riservato «alle eccellenze imprenditoriali» per esaltarne la capacità competitiva «attraverso le migliori performance gestionali».

Davide Fiumi, quando e come nasce Neupharma?

«L’inizio fu nel 2008, con un nome diverso, quando con il mio socio Fabio Borella mettemmo a punto un dispositivo medico per la fibrosi cistica (una malattia genetica rara che colpisce l’apparato respiratorio e digerente: si stima ne siano affette circa 30mila persone in Europa, ndr) e registrammo un brevetto europeo messo poi in commercio in Italia e in alcuni Paesi europei. Successivamente abbiamo venduto questo brevetto alla Chiesi di Parma e a questo punto – eravamo nel 2012 – è nata ufficialmente Neupharma che ha orientato la sua attività focalizzandosi sì sulla fibrosi cistica, ma anche più in generale sulle malattie rare».

In cosa consiste la vostra attività?

«Nel corso degli anni abbiamo ottenuto in concessione per l’Italia da aziende straniere i farmaci più importanti (antibiotici ad alto costo, ndr) e i dispositivi medici che vanno utilizzati per combattere la malattia».

Il dispositivo medico in concreto cos’è?

«Si tratta di apparecchi per aerosol molto particolari che riescono a portare l’antibiotico con una determinata grandezza delle particelle nel posto giusto a livello polmonare».

I malati di fibrosi cistica hanno bisogno anche di una corretta alimentazione. Voi avete ‘inventato’ una linea di alimenti…

«Abbiamo ideato un listino di cosiddetti ‘alimenti a fini medici speciali’ e integratori approvati in modo specifico per la fibrosi cistica. Noi ci abbiamo messo l’idea, affidando poi la produzione concreta ad altri così come avviene anche per i dispositivi medici».

Le terapie per la fibrosi cistica sono costose?

«Gli antibiotici per esempio possono arrivare a costare anche decine di migliaia di euro l’anno. Per fortuna in Italia c’è un Servizio sanitario nazionale che funziona molto bene».

Per il futuro che progetti avete?

«Stiamo prendendo in considerazione un importante progetto per portare in Italia un farmaco importante che serve ad evitare il rigetto nel trapianto dei reni. Una parte di Neupharma si occupa di ricerca: stiamo elaborando un dossier per arrivare alla produzione di un farmaco innovativo: un antibiotico per via inalatoria che possa essere utilizzato contro i batteri resistenti».

Siete infine molto attivi nel sociale…

«Ogni anno facciamo una donazione all’associazione Manina per i bambini del Madagascar e alla Casa di accoglienza Anna Guglielmi. Inoltre sono vicepresidente dell’Accademia pianistica internazionale di Imola, una realtà importante a livello internazionale che sostengo».