Nestlè
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MILANO

LA trasformazione digitale di un gruppo da 413 stabilimenti e 323mila collaboratori in tutto il mondo parte da Milano. Nestlé sceglie infatti la sede italiana di Assago, alle porte del capoluogo lombardo, come base per il nuovo Global It Hub che sarà completamente operativo entro la fine del 2019 e gestirà alcuni dei servizi di information technology del gruppo per tutto il mondo. «La vicinanza con il nostro quartier generale in Svizzera è fondamentale: abbiamo strumenti di lavoro a distanza ma gli incontri tra persone non possono essere sostituiti – spiega Filippo Catalano, chief information officer del gruppo – Nestlé però ha scommesso sull’abilità dell’Italia di avere accesso su un certo tipo di competenze, del resto questo Paese ha una bella tradizione di formazione di profili tecnici».

LA MULTINAZIONALE proprio per questo prevede 100 nuove assunzioni per quest’anno, e 150 in totale entro il 2020: le selezioni sono già aperte. Nestlé è alla ricerca di persone con una solida formazione tecnico-scientifica nell’ambito delle Stem (science, technology, engineering and math). Altre competenze richieste sono la buona conoscenza della lingua inglese e, per alcuni ruoli, la disponibilità a viaggi e trasferte. Chi desiderasse candidarsi può farlo esclusivamente attraverso il sito www.nestle.it/carriere, navigando tra le offerte di lavoro in lingua inglese. «I requisiti tecnici sono una conditio sine qua non, ma noi cerchiamo di andare oltre – afferma Filippo Catalano – Vogliamo candidati con capacità interpersonali in grado di lavorare bene in team. La conoscenza dell’inglese, poi, è basilare: anche a Milano si lavorerà sempre in inglese. E vorremmo anche creare team molto internazionali con persone di provenienze molto variegate in grado di dare un contributo per i mercati di tutto il mondo».

MA NESTLÉ cerca anche un’altra cosa nelle persone che si candidano: un’innata curiosità. «Ci piacerebbe trovare persone che si aggiornano continuamente e che siano appassionate di innovazione – precisa Catalano – Siamo interessati anche a persone che arrivano dal mondo delle startup. Vogliamo imparare a gestire la nostra rete It in modo molto più flessibile e chi ha lavorato in questo ambito sa come farlo». E per farlo non è un caso che si scelto un Paese in cui la presenza del gruppo è storica e radicata: Nestlé è in Italia dal 1875, quando è stata depositata a Milano l’etichetta ‘Farina Lattea Nestlé, alimento completo per i bambini lattanti’.

Nestlé Italiana, Sanpellegrino, Purina, Nespresso, Nestlé Nutrition e Nestlé Health Science, Nestlé Professional e CPW sono oggi le principali realtà che operano nel Paese: assieme impiegano circa 4.300 dipendenti in 10 stabilimenti (oltre alla sede centrale di Assago), raggiungendo nel 2018 un fatturato totale di circa 1,7 miliardi di euro.

TRA I MARCHI più noti ci sono KitKat, Baci Perugina, Nescafè, S. Pellegrino e Acqua Panna e Buitoni. «Una delle aree in cui ci concentreremo di più è quella dei sistemi di gestione del lavoro e di collaborazione interna tra i dipendenti – aggiunge Catalano – Inoltre, gli investimenti sulla rete tecnologica saranno importanti, perché pensiamo che non sia affatto una commodity. Lavoreremo tanto anche sul machine learning e sull’automazione per migliorare i processi di gestione di un’azienda che ha migliaia di lavoratori in tutto il mondo. In generale, comunque, i team di sviluppo lavoreranno a stretto contatto con quelli delle operations per implementare le varie funzioni in modo sempre più veloce».

IN ALTRE parole: a Milano verranno pensate le soluzioni tecnologiche che poi dovranno migliorare i processi di tutto il gruppo. L’avventura è appena iniziata.