Dopo cinque anni di ininterrotto calo della pressione fiscale in Italia, nel 2019 si è verificato un brusco incremento di 0,7 punti che ha riportato il suo livello complessivo indietro di quattro anni. Ma al netto del sommerso e dell’economia illegale, pari al 12% del Pil, raggiunge il 48,2% (+5,8% rispetto a quella ufficiale), la posizione più alta fra i Paesi europei.

I dati emergono da uno studio del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Dopo l’ultimo pesante shock del 2012-2013 (+2,1%), nel quinquennio 2014-2018 si è verificato un significativo rientro (-1,7%), che ha riguardato, però, prevalentemente le imprese, mentre la pressione fiscale sulle famiglie non ha beneficiato di questa riduzione ed è, anzi, aumentata.