Daniele Franco, 68 anni, è il ministro dell’Economia nel governo Draghi
Daniele Franco, 68 anni, è il ministro dell’Economia nel governo Draghi
Il Pil nel 2021 corre e migliora nettamente i conti pubblici, ma per stabilizzare la crescita e renderla strutturale bisogna andare avanti con il sostegno all’economia almeno fino a che il Recovery Plan non avrà iniziato a dare i suoi frutti: il premier Mario Draghi chiama a Palazzo Chigi i ministri del suo governo per spiegare la strategia di politica economica da mettere in campo nei prossimi anni. Decisamente espansiva, un punto di Pil all’anno, circa 18 miliardi l’anno, a disposizione per la prossima manovra. Nel corso della cabina di regia, durata poco più di un’ora, il ministro dell’Economia Daniele Franco snocciola alcuni numeri - non tutti – che saranno presentati oggi in Consiglio dei ministri con la nota di aggiornamento al Def e definisce il...

Il Pil nel 2021 corre e migliora nettamente i conti pubblici, ma per stabilizzare la crescita e renderla strutturale bisogna andare avanti con il sostegno all’economia almeno fino a che il Recovery Plan non avrà iniziato a dare i suoi frutti: il premier Mario Draghi chiama a Palazzo Chigi i ministri del suo governo per spiegare la strategia di politica economica da mettere in campo nei prossimi anni. Decisamente espansiva, un punto di Pil all’anno, circa 18 miliardi l’anno, a disposizione per la prossima manovra.

Nel corso della cabina di regia, durata poco più di un’ora, il ministro dell’Economia Daniele Franco snocciola alcuni numeri - non tutti – che saranno presentati oggi in Consiglio dei ministri con la nota di aggiornamento al Def e definisce il nuovo quadro macroeconomico su cui ci si muoverà nel prossimo triennio: la crescita quest’anno sarà ben più corposa di quanto indicato in aprile, segnando un +6% mentre il deficit, tra spinta del Pil e andamento più che positivo delle entrate, sarà più basso di quanto preventivato di oltre due punti, passando dall’11,8% di aprile al 9,5%. E anche il debito si ridurrà notevolmente rispetto al picco di quasi il 160% che si era ipotizzato in primavera. Il buon andamento dell’economia libera così margini di manovra più ampi di quanto la prudenza, sempre predicata da Franco, lasciasse ipotizzare.

Nel corso della riunione con i capidelegazione non si sarebbe entrati troppo nel merito perché il momento delle scelte su come declinare concretamente le misure pro-crescita sarà quello della legge di bilancio, tra due-tre settimane. E la stessa Nadef sarà molto stringata sui contenuti, limitandosi a tratteggiare il nuovo profilo della finanza pubblica e la direzione intrapresa dall’esecutivo, chiaramente intenzionato a proseguire con interventi di politica economica utili al consolidamento della crescita.

Con buona pace di chi a Bruxelles vorrebbe tornare il prima possibile alle restrittive regole del Patto di stabilità. I ministri hanno comunque chiesto lumi, ad esempio sul Superbonus al 110%, uno dei cavalli di battaglia del M5s e del ministro Stefano Patuanelli.

L’impegno alla proroga al 2023 dovrebbe essere garantito, insieme ad altri come quello di portare a regime l’assegno unico per i figli, o quello della riforma degli ammortizzatori. E c’è chi spinge per avere tra i collegati alla manovra anche il salario minimo. Per i dettagli, avrebbe ribadito Franco, bisognerà aspettare la legge di Bilancio, che stanzierà le risorse, laddove necessario. La nuova Cig potrebbe anche vedere la creazione di un fondo ad hoc e le norme introdotte poi con un collegato alla manovra, seguendo il modello adottato in passato per l’introduzione del Reddito di cittadinanza o per il taglio del cuneo. Ma una decisione definitiva non ci sarebbe ancora.

Così come ancora è da valutare l’intero pacchetto fiscale, compresa la delega per la riforma dell’Irpef, che non sarà neanche oggi sul tavolo del Cdm e non sarebbe stata oggetto della cabina di regia. Il fisco potrebbe vedere un intervento in più passi, tra legge delega - con orizzonte temporale più lungo - manovra e una parte anticipata nel tradizionale decreto fiscale collegato. Il decreto servirà in parte a distribuire risorse ancora necessarie in corso d’anno, ma potrebbe essere l’occasione per un nuovo intervento sulle cartelle, chiesto quasi all’unanimità anche dal Parlamento.

"C’è una discussione in corso per permettere una ripresa meno drastica" dei pagamenti delle rate sospese durante la pandemia, conferma la sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra. Sul tavolo ci sarebbe anche l’ipotesi di consentire a chi è decaduto da piani di rate di rientrare, ma sale il pressing per introdurre una rottamazione quater delle cartelle proprio per venire incontro a chi è stato più duramente colpito dalla pandemia.