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Negozi aperti la domenica, sì degli italiani. "La spesa libera fa comodo a tutti"

Il sondaggio di Noto: il 56% non condivide la stretta del governo

Come funziona in Europa. In Francia paghe anche doppie

di ANTONIO NOTO, direttore Noto Sondaggi
Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 10:20
Spesa al supermercato (Ansa)

Roma, 11 settembre 2018 - Negozi aperti la domenica? Mentre la politica discute e la maggioranza di governo propone una stretta sulle aperture nei giorni festivi, gli italiani danno una risposta chiara: il 56% si dice favorevole all’apertura domenicale, solo il 33%, un terzo degli intervistati nell’ultima rilevazione di Noto Sondaggi, è contrario. Insomma, al di là delle valutazioni politiche, è difficile che una legge possa cambiare nell’immediato comportamenti sociali ormai acquisiti nel tempo. Ormai fa parte dei comportamenti d’acquisto degli italiani utilizzare anche la domenica, che ha una sua duplice funzione: a volte quasi di svago, come avviene nei centri commerciali, ma altre volte ha una funzione basilare, poiché per molti è l’unico giorno libero della settimana per fare la spesa o altri acquisti.
 
Le intenzioni alla base della volontà di cambiare la legge possono anche essere valide, perché sono stati stravolti i comportamenti delle famiglie, ma è difficile tornare indietro quando si parla di comportamenti sociali. In un mondo in cui, peraltro, sono cambiati i ritmi: basti pensare all’altro rito domenicale, laico, quello del calcio. È cambiata tutta la fruizione della domenica, per le famiglie. Questo spiega perché, al di là di eventuali e lodevoli intenti sociali, gli italiani sono a favore dell’apertura domenicale dei negozi, nell’ordine appunto del 56%. Ma attenzione, questo non è affatto un consenso ideologico, ma derivante da uno stile di vita e da comportamenti cambiati e modellati nel tempo. Tanto è vero che il 62% degli intervistati ha ammesso di aver fatto compere la domenica negli ultimi tre mesi. E la cosa interessante è che anche la maggioranza di quelli contrari ai negozi aperti nei festivi (il 57%) in realtà ha fatto la spesa almeno una volta la domenica. Questo a dimostrare che l’abitudine la fa da padrona anche rispetto a leggi economiche.
 
Un altro elemento interessante che emerge dal sondaggio è la composizione degli acquisti. Che cosa comprano cioè gli italiani che vanno in supermercati, negozi e centri commerciali la domenica e nei giorni festivi? Il 64% fa abitualmente la spesa alimentare, il 42% invece dichiara di rivolgersi a negozi di elettronica ed elettrodomestici, il 32% abbigliamento e calzature, il 27% articoli per la casa (il sondaggio, naturalmente, prevedeva risposte multiple). Dunque l’utilizzo della domenica come giorno d’acquisto è abbastanza ‘spalmato’.

Secondo il governo, tenere i negozi chiusi la domenica non avrà alcun effetto negativo sulle abitudini commerciali degli italiani e soprattutto sul fatturato del settore. Nella realtà, però, il 54% degli intervistati non è di questo avviso. Anzi. Oltre la metà stima infatti, in caso di chiusura domenicale per legge, che farà meno acquisti, mentre il 42% dice che non cambierà nulla nei suoi stili di consumo. C’è dunque una sorta di preoccupazione a cambiare nuovamente le abitudini commerciali, perché si tratta di uno stile di vita ormai metabolizzato. La battaglia per le serrande abbassate nei giorni festivi può sembrare giusta da un punto di vista etico, ma ormai i comportamenti sono cambiati ed è molto difficile tornare indietro.
 
L’apertura domenicale fa comodo a tutti, e riscuote un consenso trasversale. Solo tra chi sostiene l’opportunità della chiusura c’è una specie di collante ideologico: ci sono ragioni di ordine familiare, religioso, politico, di giustizia sociale. Ma alla fine l’acquisto della domenica rientra un po’ in una funzione ludica: passo una mezza giornata passeggiando e faccio compere, trovando un nuovo modo di fruire la domenica che giustifica il consenso all’apertura nei giorni festivi.

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