Roma, 13 settembre 2018 - Il presidente della Consob Mario Nava ha presentato le sue dimissioni. Decisione che fa seguito alle pressioni della maggioranza per un suo passo indietro a causa della "incompatibilità" tra il suo legame con la Commissione Europea, regolato dall’istituto del “distacco”, e il ruolo di guida di una Autorithy nazionale. Il collegio della Consob, convocato per una riunione d'urgenza, ha accettato le dimissioni. "La Commissione - si legge in una nota -, preso atto della irrevocabilità della decisione, ha accettato le dimissioni con decorrenza da oggi e ne ha dato comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri. La Commissione esprime rammarico per la decisione del Presidente Nava e gratitudine e apprezzamento per il lavoro sin qui svolto". Alla guida della Consob torna così Anna Genovese, in qualità di consigliere anziano, e con gli altri commissari verrà garantita la piena operatività dell'authority fino alla scelta del nuovo presidente. 

Nava chiarisce così le sue dimissioni: "La questione legale della mia posizione amministrativa è stata decisa e validata da ben quattro istituzioni, Commissione europea, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Repubblica e Corte dei Conti, e non necessita miei commenti ulteriori. La questione è quindi solo politica". Ancora: "La Consob è indipendente, ma non può essere isolata. Consob deve poter lavorare non solo con le altre autorità indipendenti, ma anche con le istituzioni politiche". Per Nava "la richiesta di dimissioni per "sensibilità istituzionale" da parte dei quattro capigruppo di Camera e Senato dei due partiti di maggioranza sono un segnale chiaro e inequivocabile di totale non gradimento politico. Il non gradimento politico limita l'azione della Consob in quanto la isola e non permette il raggiungimento degli obiettivi sopra ricordati". "Responsabilmente quindi - aggiunge -, senza alcuna vena polemica, e avendo come unico obiettivo l'interesse più alto dell'Italia, rimetto con dispiacere le mie dimissioni da Presidente della Consob informandone la Commissione ai sensi dell'articolo 4.3 del Regolamento Consob".

Dal fronte della maggioranza, fonti sottolineano che le dimissioni di Nava rappresentano "un grande successo della Lega e dei Cinque Stelle". Gli sviluppi di oggi, proseguono le stesse fonti, "premiano l'azione congiunta dei due partiti, con grande soddisfazione generale". Il vicepremier Luigi Di Maio scrive su Facebook: "Complimenti a chi nel Movimento 5 Stelle non ha mai mollato su questa battaglia. Adesso vi prometto che nomineremo un servitore dello Stato e non della finanza internazionale. Volteremo pagina assicurando alla Consob un presidente che possa esercitare pienamente e liberamente il suo ruolo". Attacco al governo dall'ex segretario Pd Matteo Renzi: "Aver costretto alle dimissioni il Presidente della Consob Mario Nava, noto a tutti per la sua autorevolezza e indipendenza, farà un danno enorme alla credibilità dell'Italia non solo sui mercati. Il tempo sarà galantuomo ma questo è un governo di cialtroni".

LA NOTA M5S-LEGA - Il presidente della Consob, hanno chiesto ieri in una nota i capigruppo M5s e Lega di Camera e Senato, "rassegni le dimissioni con un gesto di sensibilità istituzionale che, a questo punto, appare davvero inevitabile al fine di ristabilire un rapporto di fiducia e di leale collaborazione fra Istituzioni tanto rilevanti dello Stato". Nava "sui quotidiani nazionali - ricordano - si è dichiarato certo che non vi sia alcuna irregolarità nel suo operato e nella sua nomina. Eppure, rispondendo a un'interrogazione presentata al Parlamento europeo, il Commissario Oettinger ha confermato che l'attuale presidente della Consob 'rimane soggetto agli stessi doveri e diritti' dei funzionari della Commissione in attività di servizio. Ciò conferma i dubbi espressi dal M5S e dalla Lega". "Contrariamente all'avviso espresso dal precedente governo, Nava, in quanto dipendente di un'istituzione sovranazionale, è incompatibile con la presidenza di un'autorità indipendente italiana, il cui ruolo - sottolineano i giallo-verdi - è quello di garantire l'ordinato funzionamento del mercato finanziario nazionale". "I poteri estremamente penetranti attribuiti a questa autorità - ribadiscono - impongono la massima attenzione nell'evitare situazioni di potenziale conflitto di interesse. Il protrarsi di questa condizione, ormai da diversi mesi, indica di per sé che una simile attenzione non è stata esercitata, nonostante sia stata sollecitata da svariati atti di sindacato ispettivo, fra cui un'interrogazione in Commissione Finanze del Senato".