Raffaella Temporiti, responsabile risorse umane di Accenture Italia
Raffaella Temporiti, responsabile risorse umane di Accenture Italia

Cultura scientifica contro cultura umanistica? Cosa serve per trovare lavoro oggi? Cosa servirà in un futuro sempre più vicino? Accenture – colosso globale dei servizi professionali, sedicimila dipendenti solo in Italia – conia una nuova parola che dovrebbe mettere fine a un confronto scontro tra discipline i cui confini sono sempre più labili. La parola è stemanesimo, un neologismo che vorrebbe tenere insieme le cosiddette discipline Stem e l’umanesimo (Science, Technology, Engineering e Mathematics).

L’obiettivo dichiarato da Accenture e di costuire un mix di competenze che colmi le disparità di genere, ma unire le conoscenze umanistiche a quelle scientifiche e tecnologiche potrebbe essere molto di più. «In Accenture ci troviamo in un momento storico che, usando un neologismo, potremmo definire “stemanesimo – spiega Raffaella Temporiti, responsabile Risorse Umane di Accenture Italia –. Si tratta di uno scenario che nasce dal superamento del dualismo tra corsi di laurea StemNon Stem, sensibilità umanistiche contro competenze tecnologiche e che beneficia dell’apporto combinato di entrambe le parti. Forti di questa convinzione, abbiamo sviluppato percorsi di formazione interni per i nostri talenti volti a favorire e valorizzare lo sviluppo di nuove professionalità, incentiviamo il dialogo con le istituzioni e continuiamo a dialogare con le università per creare nuovi percorsi che coniughino entrambe le competenze».

L’obiettivo del gruppo è raggiungere la parità di gner delle proprie risorse (50% donne e 50% uomini) entro cinque anni. «In questo scenario – prosegue Temporiti –, l’obiettivo della parità di genere all’interno dell’azienda appare una conseguenza naturale, agevolata dall’allargamento del bacino proprio dei corsi ibridi che, rispetto al passato, per definizione sono in grado di accogliere una popolazione maggiormente bilanciata ed eterogenea».

L’azienda ha deciso di puntare sula ricerca, formazione e valorizzazione di figure professionali con un background ibrido, che coniughino competenze sia scientifiche che umanistiche. Un approccio bilanciato che facilita l’accesso e lo sviluppo di carriera delle donne, solitamente meno presenti in percorsi accademici di tipo Stem In questa cornice, l’azienda ha definito il nuovo piano recruiting per il 2020.

Le assunzioni previste sono circa 2.500 alle quali vanno aggiunti 500 stage formativi. Oltre 1.580 posti sono nell’area delle competenze digitali e tecnologiche in aree chiave che includono cyber security, architettura delle informazioni volta all’innovazione, analytics, interactive, mobility, e-commerce e digital marketing;  circa 560 inserimenti in tutti i settori di industria con particolare attenzione a servizi bancari e assicurativi, beni e servizi di consumo, Grande distribuzione, Automotive, energia, utilities e consulenza direzionale. Circa 360 nell’area Intelligent Cloud & Infrastructure (ICI).

Investire su figure professionali ibride rappresenta anche una risposta all’incertezza che caratterizza i cosiddetti «lavori del futuro», ovvero tutte quelle professioni legate alle nuove tecnologie, oggi sempre più strategiche. Secondo uno studio Accenture Strategy, il 65% dei bambini di oggi avrà un lavoro che non è ancora stato definito ed entro il 2020 più di un terzo (33%) delle competenze che verranno richieste per accedere al mondo del lavoro proverranno da quelle che oggi sono considerate di scarso valore.

Alberto Levi