FIRENZE

SI CHIAMA economia circolare, per sprecare meno e difendere l’ambiente. E son sempre di più i produttori che si impegnano su questo fronte. Come è accaduto in provincia di Firenze, dove Marco Ponticelli, business manager forneria-pasticceria Unicoop Firenze ha avuto una buona idea: utilizzare parte del pane invenduto, quel pane di più alta qualità rimasto sugli scaffali, per fare altri prodotti, un pangrattato rustico e soprattutto una “birra di pane”: «Finora – spiega Ponticelli – il pane invenduto veniva reso ai fornitori e destinato alla distruzione: grazie al progetto, viene re-incartato e riconsegnato ai forni di produzione. Qui, parte viene trasformato in pangrattato e parte consegnato al birrificio che lo sostituisce parzialmente al malto previsto nella ricetta».

TUTTO poi diventa più semplice se si opera con prodotti di alta qualità. Il pane, infatti, non è uno dei tanti, ma il Pane del Mugello, lanciato qualche anno fa da un consorzio che utilizza panificatori locali, Conti e Faini, grano tutto coltivato in loco, uso di lievito madre e farina tipo 2, cotto nel forno a legna. Risultato: un pane buonissimo, che ha già vinto un paio di “Tuscany Food Awards”. Perché allora gettarlo se invenduto? Ed ecco l’idea della birra: un piccolo birrificio artigianale, Corzano 1985, ha elaborato e testato la ricetta con l’uso del pane – in pratica in una bottiglia ce ne finisce mezza fetta –, un consorzio di giovani agricoltori, il Granaio dei Medici, ha coordinato l’iniziativa insieme a Coldiretti. E Unicoop ha assicurato la rete di vendita: si è dovuto addirittura stoppare le iniziative di lancio, perché le bottiglie sono andate rapidamente esaurite.

IL LANCIO della speciale birra di pane ha fatto da traino anche ad altri prodotti di qualità che il Mugello ha saputo affiancare alla birra: intanto il pane, che ha avuto un incremento di vendite del 16%, la farina tipo 2 da grano coltivato in Mugello è stata acquistata per quasi 3 tonnellate e mezzo in meno di un mese, il tortello di patate fatto a mano del Granaio dei Medici ha avuto un boom di vendite. E tutto questo ha altri positivi effetti collaterali: ad esempio gli agricoltori mugellani hanno potuto già programmare la stagione di coltivazione del grano, per una superficie pari, come estensione, a sette campi da calcio.

«Birra di pane – nota Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Firenze-Prato – è un progetto che ha trasformato in fatto concreto i principi dell’economia circolare, coinvolge ben 35 giovani imprenditori della rete Coldiretti. È la dimostrazione che conciliare sostenibilità ambientale con efficacia economica non solo è possibile, ma è conveniente: riducendo gli sprechi si aiuta l’ambiente e si favorisce il sano sviluppo economico, fatto anche di manutenzione del territorio».

«CE LA STIAMO mettendo tutta – dice Giacomo Tatti, giovane presidente del Granaio dei Medici –, e vediamo che fare rete e proporre qualità e sostenibilità ambientale, nell’agro-alimentare è vincente. L’obiettivo è offrire, con il nostro marchio, un paniere di eccellenze, riconoscibili e sempre più apprezzate». E Ponticelli, di Unicoop, chiude con un auspicio: «Mi auguro che questo sia un esempio replicabile l’apripista per tanti altri progetti simili, tutti con lo stesso principio: riduciamo gli sprechi e amiamo sempre di più il nostro pianeta, non solo a parole».