di Daniele Monaco

"Uccidere il Coronavirus con un filtro per sanificare l’aria negli ambienti chiusi: ora è possibile con la nostra tecnologia basata sulla fotocatalisi". Lo assicura Stefano Perboni (nella foto), Ceo di Nanohub, startup milanese specializzata nell’uso dei nanomateriali per il miglioramento della qualità di aria, acqua, superfici o conservazione alimentare, che ha ideato e brevettato un dispositivo ("il primo al mondo"), autonomo o integrabile in altri impianti di trattamento dell’aria, in grado di inattivare il virus in pochi minuti.

Testato nei laboratori dell’ospedale San Raffaele di Milano, "il filtro è stato molto efficiente nelle condizioni sperimentali usate – conferma Elisa Vicenzi, capo dell’unità di Patogenesi virale e Biosicurezza –. Dopo aver inoculato 15mila particelle virali in un terreno di coltura, con il test delle placche infettanti abbiamo misurato dopo dieci minuti un abbattimento della carica virale del 98,2%, dopo venti di oltre il 99,8% e dopo mezz’ora del 100%: non avevamo più virus infettivo".

Il reattore è composto da un nanocluster di rame a rete su cui viene deposto un fotocatalizzatore a base di triossido di tungesteno e da un filtro in tessuto di cotone o fibra di vetro. "Il sistema è più evoluto di quello a raggi UV, perché funziona nello spettro della luce visibile – spiega Perboni –, infatti la reazione fotocatalitica si attiva con un classico led che illumina il filtro, che non ha un’azione meccanica, non trattiene su di sé il virus, ma lo rende inattivo. Infine, il test è stato condotto in fase liquida per motivi di sicurezza e ripetibilità, ma la fotocatalisi funziona ugualmente sulle particelle sospese in aria, rendendo il filtro adatto agli ambienti chiusi anche in presenza di persone".

Il dispositivo ha una ventola per il passaggio dell’aria, dai 25 a 500 metri cubi ogni ora in base alle dimensioni "in modo che, ad esempio, in una stanza da 100 metri cubi tutta l’aria venga sanificata nel giro di 12 minuti – spiega Perboni –. Il filtro non richiede addetti specializzati e si configura come una possibile misura di contenimento del Covid-19, al pari di mascherine, gel igienizzanti e Plexiglas evocati dalle autorità sanitarie per il ritorno alla vita normale. Può essere usato ad esempio in abitazioni, ospedali, studi medici, Rsa, scuole, uffici, negozi e impianti produttivi".

La prima applicazione sarà nel settore dei trasporti: il filtro di Nanohub verrà integrato nei sistemi di areazione e ventilazione costruiti da Ellamp, società del varesotto con stabilimenti in Italia, Spagna, Messico, Turchia e Cina. In un pullman, ad esempio, riuscirebbe a purificare l’aria ogni 5-8 minuti, circa dieci volte in un’ora: "Valenza trasversale per risparmio energetico e salute delle persone, la sanificazione dell’aria permette un migliore uso dei sistemi di ricircolo, il brevetto resterà valido ben oltre la crisi attuale", osserva Massimo Ottino, Ceo di Ellamp e della controllante Fuel con cui Nanohub ha siglato l’accordo.