Il miliardario sudafricano Elon Musk, patron di Tesla, 50 anni
Il miliardario sudafricano Elon Musk, patron di Tesla, 50 anni
di Giovanni Rossi In tempo di mercati al rialzo (finché dura), dall’albero della finanza cadono gustosi frutti di rivalità ipertrofiche. Elon Musk, ceo di Tesla Motors (valutazione al Nasdaq 670 miliardi di dollari), e Tim Cook, numero uno di Apple (leader di Wall Street con 2.400 miliardi di patrimonializzazione), sono colossi del ramo. E pur nella conclamata differenza di carattere, sanno come dar spettacolo. A punzecchiare, manco a dirlo, è Musk. Secondo...

di Giovanni Rossi

In tempo di mercati al rialzo (finché dura), dall’albero della finanza cadono gustosi frutti di rivalità ipertrofiche. Elon Musk, ceo di Tesla Motors (valutazione al Nasdaq 670 miliardi di dollari), e Tim Cook, numero uno di Apple (leader di Wall Street con 2.400 miliardi di patrimonializzazione), sono colossi del ramo. E pur nella conclamata differenza di carattere, sanno come dar spettacolo. A punzecchiare, manco a dirlo, è Musk. Secondo l’ipercinetico imprenditore sudafricano (con patrimonio personale di 160 miliardi di dollari secondo il quindicinale Forbes), le commissioni imposte da Apple sull’App Store sono una "tassa globale su Internet".

L’affermazione non certo amichevole si accompagna alla secca smentita delle indiscrezioni, tornate d’attualità dopo l’anteprima di dicembre, sulle possibili nozze (poi sfumate) tra Apple e Tesla. "Io e Cook non abbiamo mai parlato e non ci siamo mai scritti. C’è stato un momento in cui ho chiesto di incontrare Cook per parlare della possibilità che Apple potesse acquistare Tesla. Ma non c’erano le condizioni. Ha rifiutato di incontrarsi. Tesla valeva il 6% di quello che vale oggi", è il fresco tweet di Musk. Con sottolineatura implicita di quanti soldi la casa fondata da Steve Jobs abbia perso per strada e lui, Elon Musk, abbia invece guadagnato surclassando così Cook (accreditato di un patrimonio di appena 1,4 miliardi) anche a livello personale.

In realtà la storia sulla cui ricostruzione si esercitano in molti, a partire dalla firma del Wall Street Journal Tim Higgins, sarebbe un po’ diversa. Nel 2016, quando l’ipotesi di una Apple Car era sui tavoli e Tesla Motor faticava con la Model 3, le due aziende si annusarono – come naturale. Anzi, fecero di più. I due ceo si parlarono, ma l’affare saltò alla richiesta di Musk di essere lui il ceo: non di Tesla ma dell’intera Apple.

Un sincero ’vaffa’ da Cupertino a Palo Alto avrebbe chiuso la trattativa. Vero? Falso? Gli interessati smentiscono: nel caso di Musk, definendo "falso e noioso" l’ultimo libro di Higgins che accredita i contatti; nel caso di Cook, con un ostentato silenzio. Noi? Mai frequentati, è la sola posizione condivisa dai due ceo. Bugia con le gambe corte, perché esistono foto che li ritraggono vicini. Nonostante tutto felici, perché ricchi e al comando ciascuno a casa propria.