di Paolo Guidotti

Se si pensasse al Mugello, vallata circondata dai monti dell’Appennino tosco-romagnolo a nord di Firenze, come terra di motori per il recente gran premio di Formula 1 o per il Motomondiale che nell’autodromo ogni anno si svolge, si sarebbe fuori strada. Il Mugello è anzitutto terra agricola, con una produzione agroalimentare di eccellenza. I Medici, della signoria fiorentina, ne erano originari e lo usavano come granaio e luogo di caccia. E anche oggi è il Mugello a fornire il latte migliore alla Centrale del Latte di Firenze, i suoi formaggi ottengono premi nazionali, la sua carne e i suoi bovini sono rinomati e contesi nelle fiere nazionali.

Negli ultimi anni, proprio per queste sue caratteristiche, è diventato laboratorio per iniziative che mirano all’innovazione tecnologica e colturale basata sul rispetto delle tradizioni agricole e della salubrità dell’ambiente naturale, che si vuole preservare per incrementando le capacità produttive. E tra i ‘laboratori’ aperti uno dei più interessanti è quello che mette insieme le più moderne ricerche sulla fertilità dei suoli. Restituendo forza e ricchezza ai terreni coltivati in modo integralmente naturale. E con un occhio all’economia circolare. Tanto da rimettere in campo, letteralmente, quello che un tempo era il concime per eccellenza, il letame proveniente dagli allevamenti.

A coordinare il progetto del ‘Mugello Fertile’, promosso dal Consorzio Pane del Mugello, insieme a Coldiretti e Granaio dei Medici e con la collaborazione di Italpollina, azienda leader nel settore dei fertilizzanti organici, è il professor Giuseppe Colla, Ordinario di Orticoltura presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università della Tuscia: "Il progetto in Mugello – spiega – punta a incrementare i livelli di humus nel terreno attraverso un approccio globale che considera l’uso di rotazioni appropriate e l’apporto di sostanza organica e microrganismi utili".

Niente chimica dunque per fertilizzare la terra e niente microplastiche – spesso presenti nei fertilizzanti industriali –, ma azioni, tra loro collegate, molto più legate al ciclo naturale di coltivazione. Ma non senza l’applicazione di tecniche agronomiche di alto livello. Nei campi destinati a produrre il grano per le farine del Pane del Mugello e per i tortelli del Granaio dei Medici si effettua infatti una particolare concia delle sementi cerealicole, utilizzando semi fertilizzati in modo organico, in grado non solo di consentire uno sviluppo migliore della pianta, ma di rendere più ricco e fertile il terreno stesso".

La tecnica agronomica utilizzata per i cereali prevede – spiega il professor Colla – la fertilizzazione organica in pre-semina in sostituzione a quella chimica di sintesi e l’apporto di microrganismi, batteri e funghi, che stimolano la crescita dell’apparato radicale delle piante favorendo l’assorbimento dell’acqua e degli elementi nutritivi. L’apparato radicale e la sostanza organica promuovono la moltiplicazione di questi microrganismi fino a popolazioni di milioni di miliardi a ettaro favorendo quindi un significativo incremento della microflora utile del suolo in grado di contrastare la diffusione di organismi fitopatogeni e promuovere una maggior resistenza delle piante".

Risultato: terreni più vivi, in grado di respirare, e di assorbire Co2 e rilasciare ossigeno; e di produrre, nel verde Mugello, di più e meglio. "Siamo nati per questo – spiega Giacomo Tatti (nella foto), presidente del Granaio dei Medici –: produrre tornando alla tradizione, e utilizzando metodi in grado di tutelare la salute delle persone e la difesa dell’ambiente. Ed è significativa la disponibilità e il forte impegno dei vari soggetti coinvolti, dalla Coldiretti all’Università e alle tante aziende zootecniche, agli agricoltori e ai produttori: si tratta di un altro passo per l’innesco di nuove economie e nuovi modi di produzione che stimoleranno il mercato ad orientarsi verso una maggiore sostenibilità. Per questo siamo felici di essere pionieri: non è solo un progetto finalizzato a migliorare la nostra filiera, ma a orientare il mercato in un’ottica di miglioramento globale".

Il progetto del ‘Mugello fertile’ non è il primo né l’unico di economia circolare, in questa vallata di Toscana: lo stesso Pane del Mugello-Granaio dei Medici hanno avviato la produzione di una speciale birra artigianale di pane, che utilizza il pane invenduto. Perché quando i prodotti son così buoni, neppure una briciola deve andare sprecata.