Mps, piazza Salimbeni a Siena (Ansa)
Mps, piazza Salimbeni a Siena (Ansa)

Siena, 26 gennaio 2017 - Il Parlamento allunga i tempi, il Monte invece accelera. Nel tardo pomeriggio di ieri la banca senese ha annunciato di aver emesso la prima tranche di bond con garanzia dello Stato necessari a superare i problemi di liquidità. Si tratta di due titoli per un totale di sette miliardi: il primo, per un valore di 3 miliardi, scadrà nel gennaio 2018 e avrà una cedola dello 0,5 per cento; l’altro (4 miliardi) scadrà nel gennaio 2020 e renderà lo 0,75. Una seconda tranche di obbligazioni potrebbe venir emessa da Mps già nei prossimi mesi, fino a un massimo dei 15 miliardi in totale previsti per il 2017. Come spiegato la stessa banca «i titoli sono stati sottoscritti interamente dall’emittente e verranno venduti sul mercato, o utilizzati come collaterale a garanzia di operazioni di finanziamento, nel corso del 2017».

Era questo il primo atto necessario a varare il piano di salvataggio da parte dello Stato della banca più antica del mondo, i cui passi successivi prescindono dall’approvazione del decreto Salvarispami il cui iter si annuncia un po’ più lungo del previsto. In fase iniziale era stata ipotizzato un lavoro sprint in commissione Finanze del Senato in modo da licenziare il testo già in settimana e inviarlo all’aula martedì; probabilmente, non ci arriverà prima di una decina di giorni. La discussione sarà più approfondita, fanno sapere da Roma, e si procederà all’analisi attenta degli oltre 200 emendamenti (una trentina solo del Pd) «tutti di spessore e meritevoli di essere esaminati con cura», osserva il presidente della commissione, Mauro Maria Marino. Tra i temi in discussione ci sono la black list dei debitori insolventi, chiesta dalle opposizioni, e una maggiore educazione finanziaria dei risparmaitori, ma anche la possibilità di un ritocco alle norme sul ristoro automatico per i risparmiatori delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.

L'intervento dello Stato, comunque, non sarà la nazionalizzazione, come ribaditodal sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta: «Lo Stato resterà primo azionista di Mps quanto serve. Una volta risanata e rilanciata la banca sarà rimessa sul mercato».