Il progetto Hydra, la bad bank del Monte dei Paschi creata mettendo nella sua cassaforte circa 8,7 miliardi di crediti complicati, 4,8 miliardi lordi di deteriorati, più un miliardo e 87 milioni di asset patrimoniali per rendere appetibile l’operazione, è stato approvato ieri dal consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi. Riunito in seduta straordinaria a Rocca Salimbeni e presieduto da Patrizia Grieco. Una seduta al termine di una settimana febbrile di riunioni. I manager al vertice del Monte dei Paschi, con l’ad Guido Bastianini in testa, assistiti dai consulenti, hanno limato tutti i...

Il progetto Hydra, la bad bank del Monte dei Paschi creata mettendo nella sua cassaforte circa 8,7 miliardi di crediti complicati, 4,8 miliardi lordi di deteriorati, più un miliardo e 87 milioni di asset patrimoniali per rendere appetibile l’operazione, è stato approvato ieri dal consiglio d’amministrazione del Monte dei Paschi. Riunito in seduta straordinaria a Rocca Salimbeni e presieduto da Patrizia Grieco.

Una seduta al termine di una settimana febbrile di riunioni. I manager al vertice del Monte dei Paschi, con l’ad Guido Bastianini in testa, assistiti dai consulenti, hanno limato tutti i dettagli del progetto. Cercando di rispondere alle tante questioni sollevate dai consiglieri. Bisognava fare in fretta, per portare alla Banca Centrale Europea un’operazione credibile. Che non fosse un aiuto di Stato camuffato, ma che diventasse propedeutica all’uscita dello Stato dal capitale della banca.

Questa la cornice del passaggio di ieri in consiglio. La bad bank targata Amco, società di gestione attività di proprietà del Ministero del Tesoro, riceverà in dote 4,8 miliardi di euro di crediti deteriorati, altri 3,5 miliardi di euro di crediti dubbi (i famigerati Utp, le inadempienze probabili), più un miliardo e 87 milioni di euro di patrimonio pulito in modo che Amco potesse digerire un fardello di Npl e Utp, valutati a prezzi molto più favorevoli di quelli offerti dal mercato.

Il punto cruciale dell’operazione Hydra sta tutto qui: Mps ripulisce i suoi conti, scende dall’attuale 12,5% di rapporto tra crediti malati e totale crediti, a un lusinghiero 4%, tra gli indici più bassi del sistema bancario italiano. Ma privandosi di quel miliardo e spiccioli di patrimonio si indebolisce, diventa più povero ed esposto alle tempeste della finanza. Per gli analisti che hanno valutato il progetto, l’indebolimento patrimoniale potrebbe rivelarsi un ’vulnus’ di fronte alla Bce. Con Francoforte che pretenderebbe un alleato solido prima di dare il via libera definitivo alla bad bank.

Questo accadrà in un prossimo futuro. I passi di ieri sono legati alle contropartite per i soci di minoranza, Generali, fondi e mercato che hanno il 32%, visto che il Tesoro ovviamente rinuncerà alle sue quote. Sul piatto ci sono azioni Amco e azioni Mps. E a proposito di Borsa, ieri il titolo Mps ha segnato + 3,19%, +38,71% solo a giugno, proprio grazie alle prospettive del progetto Hydra.Toccherà a un’assemblea straordinaria del Monte dei Paschi, che sarà convocata per agosto, approvare la bad bank. E girare la pratica alla Bce, che avrà 90 giorni di tempo per dire sì. Contestualmente il Monte deciderà l’advisor per trovare un partner con cui allearsi o fondersi. Chiedendo all’Europa qualche mese in più rispetto alla deadline del 2021 del piano di ristrutturazione vigente. Francoforte è guardinga, teme i sogni in casa 5 Stelle e anche in parte nel Pd, di un Monte dei Paschi di Stato, una banca totalmente pubblica e tolta dal listino di Borsa. Solo se ci sarà un matrimonio con una banca o un fondo, la Bce dirà sì a Hydra.