di Lorenzo Pedrini

Pionieri della mobilità elettrica con batterie al litio, con oltre 1.800 citycar elettriche vendute negli ultimi 15 anni, ma sempre pronti a rilanciare, tra progetti di elettrificazione dei mezzi da lavoro, nuove acquisizioni e una ricerca tecnica che non conosce soste. Continua a guidare il cambiamento, prima ancora di cavalcarlo, il Gruppo Tazzari, nato a Imola nel 1963 come fonderia di alluminio e diventato negli ultimi tre lustri, sotto la guida del presidente Erik Tazzari, un faro di tecnologia e sostenibilità.

Chi ha il merito di arrivare prima di altri, poi può dettare la linea.

"È dal 2006 che i veicoli alimentati a litio del brand Tazzari EV, come le Tazzari ZERO, macinano milioni di chilometri. Ed è grazie a questa esperienza che, ora che il settore è in grande ascesa, la nostra divisione EV Technology può sviluppare progetti completi per altri marchi e battere nuove frontiere, dalle macchine industriali a quelle agricole e dal comparto navale a quello edilizio".

E la solidità acquisita nei decenni costituisce un’altra garanzia.

"Occupiamo più di 300 persone e il fatturato annuo si aggira sui 50 milioni di euro, grazie alla fornitura di componentistica e prodotti finiti a colossi dell’ Automotive, del Motorcycle, del Packaging, del Food & Beverage, del Pharma e del movimento terra e alla parallela crescita di una linea ad alto contenuto di innovazione come quella dei veicoli elettrici della nostra gamma".

Mobilità urbana a zero emissioni, dunque, con minimo impatto ambientale e alte prestazioni.

"I nostri prodotti sono in piena sintonia con il concetto di mobilità sostenibile e, anzi, ne rappresentano a nostro avviso l’essenza. Il vero miglioramento dell’ambiente, infatti, si gioca soprattutto nelle città, con auto di costi e dimensioni contenute, o nei movimenti extraurbani a corto e medio raggio, con veicoli leggeri dotati di potenze elettriche ridotte e soddisfacente autonomia, che non deroghino sul comfort e non richiedano eccessiva manutenzione".

Dal punto di vista strettamente industriale, cosa ha reso vincente il vostro approccio?

"In molti hanno tentato di entrare in questo campo, con più insuccessi che successi, mentre noi, con un giusto bilanciamento fra b2c e b2b e fra la presenza sul mercato finale e lo sviluppo di tecnologie per altri player, siamo riusciti a lanciare applicazioni concrete delle nostre idee senza rinunciare a produrre in Italia. In attesa che la politica elabori un approccio strategico alla transizione green".

Perché questo, finora, non è accaduto...

"In passato ci sono stati interventi episodici ma ora, con l’impatto del Covid-19, le tematiche ambientali sono divenute prioritarie, generando risposte dell’Europa in forma di incentivi sull’elettrico. La diffusione rapida della tecnologia, però, avverrà rendendo strutturali e omogenei questi strumenti, fino a quando raggiungeremo uno street price vicino a quello delle auto tradizionali".

La pandemia contribuirà a cambiare anche il rapporto tra trasporto pubblico e privato?

"La mobilità individuale avrà un trend in crescita rispetto alle numerose forme di sharingcondivisionenoleggio che si stavano diffondendo molto velocemente e che, alla fine, avranno il sopravvento. Simultaneamente, si diffonderanno veicoli ‘fun’ che soddisferanno il bisogno di divertimento e, con la nostra gamma Tazzari ZERO 4 Opensky e con l’ultimo acquisto, il brand di moto elettriche Italian Volt, noi andremo anche in questa direzione".