I fondatori di Moneyfarm: da sinistra Giova. nni Daprà (amministratore delegato) e Paolo Galvani (presidente)
I fondatori di Moneyfarm: da sinistra Giova. nni Daprà (amministratore delegato) e Paolo Galvani (presidente)

 

 

Una forma di previdenza complementare (Pip) del tutto digitale, con un indicatore sintetico di costo (Isc) fra i più bassi del mercato con una commissione di gestione annua dell’1,25% e nessun costo di adesione o caricamento. È il nuovo Piano Pensione Moneyfarm con il quale la società di gestione del risparmio (con oltre un miliardo di patrimonio gestito di più di 45mila risparmiatori) fondata nel 2011 da Paolo Galvani e Giovanni Daprà ha deciso di replicare il suo approccio innovativo (web+consulenza) anche al settore della previdenza integrativa.

Il Piano Pensione Moneyfarm è infatti sottoscrivibile completamente online, personalizzato su sei linee di gestione in Etf, flessibile, trasparente e fiscalmente deducibile (con possibilità di versamento del Tfr). I fondi sono strutturati con lo stesso approccio delle gestioni patrimoniali della società che ha sedi a Londra, Milano, Cagliari e Francoforte e un team di 130 professionisti. Ossia: sottostante in Etf, diversificazione, semplicità, trasparenza ed efficienza di costo.

"Nel 2019, come già era successo l’anno precedente – spiega Paolo Galvani presidente di Moneyfarm – si è registrata una – seppur modesta – crescita nelle adesioni alla previdenza complementare, con un +4,5% rispetto al 2018 (e risorse in gestione che ammontano a 184,2 miliardi in totale). Sono numeri che in realtà raccontano quanta strada ci sia ancora da fare per avvicinare gli italiani al sistema pensionistico integrativo. Pianificare i tempi e le risorse per garantire il proprio benessere al momento della fine lavoro è un elemento imprescindibile all’interno della pianificazione personale e familiare".

Il Piano Pensione Moneyfarm prevede una commissione annua, indipendentemente dalla linea di gestione scelta, pari all’1,25% del capitale investito (contro una media nazionale dei Pip pari al 2,21%), oltre a un costo amministrativo annuo di 10 euro. Non sono previsti costi di caricamento, trasferimento, cambio linea, adesione, riscatto e anticipazione. L’indice sintetico di costo (Isc) sui 10 anni è pari al 1,42% annuo: un valore molto inferiore rispetto agli altri Pip presenti sul mercato italiano e in linea con la media dei costi dei fondi pensione aperti, generalmente meno costosi dei Piani individuali pensionistici in quanto non prevedono alcun servizio di consulenza sul prodotto.

La soluzione di investimento per crearsi un assegno previdenziale integrativo della ‘prima’ pensione viene personalizzata, prevede sei linee in Etf (Prudente, Moderata, Bilanciata, Orizzonte, Futuro, Azionaria) e un consulente dedicato a disposizione del cliente. Non è previsto alcun limite circa la frequenza o l’importo dei versamenti per la massima libertà di programmare i contributi secondo le proprie esigenze oltre alla possibilità di monitorare costantemente in tempo reale il proprio capitale attraverso la propria area personale (via desktop o mobile App). I premi versati sono completamente deducibili (in base alla legge attuale) fino a un massimo di 5.164,57 euro l’anno ed è prevista anche la possibilità di destinare il proprio Tfr (già maturato eo in maturazione) che, con l’applicazione di un’aliquota dal 9% al 15%, rispetto alla tassazione normalmente applicata sul Tfr liquidato in regime ordinario (dal 23% al 43%), può godere quindi di un bonus fiscale fino al 34%.