Mercoledì 17 Luglio 2024
LUCA RAVAGLIA
Economia

Scontrini fiscali cartacei per il 730, servono ancora? Quando e perché

Come comportarsi per le spese mediche e farmaceutiche nella dichiarazione dei redditi precompilata

Roma, 21 giugno 2024 – Nel mondo digitale c’è sempre meno spazio per la carta. Il che è certamente un bene sotto tanti punti di vista, a partire da quello ambientale. Ma non solo, visto che per esempio le ripercussioni si misurano anche sul livello di ‘sburocratizzazione’ degli oneri ai quali sono tenuti i contribuenti. 

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Oltre un miliardo di documenti

Arriva l’estate e con essa si profilano i tempi della dichiarazione dei redditi: i numeri dicono che in Italia l’Agenzia delle Entrate gestisce oltre un miliardo di documenti fiscali relativi alle spese mediche a all’acquisto di farmaci sostenuti dai contribuenti nell’ambito della predisposizione del modello 730 precompilato. Una montagna di informazioni che non è più obbligatorio produrre in formato cartaceo, a vantaggio di chi non è dunque più tenuto a ‘collezionare’ gli scontrini rilasciati e abbinati al codice fiscale per poi produrli in un’unica soluzione a commercialisti o Caf.

Addio agli scontrini cartacei

Il processo, come sempre dalle nostre parti, non è stato immediato. Resta però il fatto che anno dopo anno l’attività telematica prodotta da medici, farmacisti e in generale da tutti gli operatori sanitari è diventata via via più puntuale, arrivando a diventare esaustiva. Il che ha portato a una riduzione degli oneri legati alla presentazione di documenti fisici da parte dei contribuenti e dei professionisti che operano nel settore a loro nome.

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La procedura

Il punto chiave riguarda il fatto che ogni volta in cui viene erogato un farmaco o effettuata una prestazione sanitaria, il costo sostenuto viene contabilizzato in automatico in un dossier virtuale personale, il cosiddetto ‘cassetto fiscale’, i cui dati confluiscono poi nella sezione precompilata del modello 730. Nel caso in cui non sia necessario effettuare interventi correttivi di tale somma e dunque se tutte le spese sostenute sono effettivamente state registrate dal sistema informatico, decade l’obbligo di conservare i documenti di spesa che accertano l’effettivo esborso di denaro legato a ragioni sanitarie. E’ in ogni caso buona regola verificare la corrispondenza dei dati, per non correre il rischio di perdere dei vantaggi fiscali che sarebbero invece dovuti.

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Il nuovo documento

Invece della somma di scontrini, ricevute e fatture, basta dunque presentare il prospetto dettagliato delle spese sanitarie, un documento scaricabile tramite il portale ‘Tessera Sanitaria’.

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Cosa fare in caso di incongruenze

Se però i dati non coincidono, per far valere le proprie ragioni, il contribuente dovrà modificare, integrandola, la documentazione. In questo caso sarà necessario tornare al metodo della presentazione delle fatture, delle ricevute o degli scontrini fiscali che non sono stati contabilizzati in automatico.

I vantaggi

In Italia, tutte le spese mediche sostenute concorrono a creare sgravi fiscali. Nello specifico, la detrazione d’imposta corrisponde al 19% della somma spesa nell’arco dell’anno di riferimento, a patto che venga superata una soglia minima quantificata in 129,11 euro.

Cosa è detraibile

Le detrazioni riguardano un’ampia gamma di prodotti e prestazioni sanitarie. Rientrano nella casistica per esempio tutti i farmaci, compresi quelli acquistati senza prescrizione medica, i dispositivi medici, i prodotti omeopatici, galenici e fitoterapici. Sono inclusi anche quelli a uso veterinario.