Strage di ciclisti e pedoni in città. Nei centri urbani il 70% di morti

Strage di ciclisti e pedoni in città. Nei centri urbani il 70% di morti

Strage di ciclisti e pedoni in città. Nei centri urbani il 70% di morti

di Marco Principini

Nel primo fine settimana di novembre l’Osservatorio ASAPS ha registrato 12 decessi. Nelle 72 ore, sono stati 7 gli automobilisti deceduti, 2 motociclisti, 2 pedoni e 1 ciclista. Sia pure in netto calo rispetto ai 22 decessi della settimana precedente, il dato evidenzia un trend sempre allarmante. Soprattutto per il tema costante della sicurezza delle vie extraurbane dove sono stati registrati cinque sinistri mortali contro uno solo in autostrada. La modalità della fuoriuscita del veicolo senza il coinvolgimento di terzi è stata la causa di tutti i 5 incidenti fatali. Fra le 12 vittime 3 avevano meno di 35 anni. La più anziana, un uomo di 88 anni, quella più giovane una bambina di 13 anni. Dal punto di vista regionale 3 le vittime in Lombardia, 2 nel Lazio e Sicilia, 1 in Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania.

E se la forte velocità, la distrazione, l’uso di sostanze, le condizioni meteo avverse possono essere tutti fattori determinanti nel verificarsi di incidenti dall’esito tragico, meno comprensibile è la situazione di totale esposizione al rischio per i pedoni e i ciclisti che si muovono nei centri urbani dove la velocità delle macchine è o dovrebbe essre limitata. Dall’analisi Asaps emerge che "nei mesi di giugno e luglio 2023 sono deceduti più pedoni dell’anno 2022 - fonte dati Istat – quando erano morti 28 pedoni a giugno e 35 a luglio. Sono morti complessivamente 238 uomini e 130 donne. Dal report Asaps gli anziani sono quelli più indifesi, ben 189 pedoni avevano più di 65 anni, oltre la metà del totale".

Ma 17 vittime avevano meno di 17 anni, due dei quali due deceduti ad aprile, uno a giugno, un piccolo in Veneto e una bimba di appena sei anni, scappata dalla guerra in Ucraina e morta a Potenza, un 13enne a Negrar di Valpolicella, lo scorso 31 luglio e ad agosto un 17enne nella bergamasca e la 15enne nel Lazio a settembre e sempre una 15enne ad ottobre nella medesima regione, e una sedicenne a Torino". Asaps, al fine di sensibilizzare sempre più sul tema della sicurezzastradale, ha attivato la geolocalizzazione aggiornata in tempo reale con i luoghi degli omicidi stradali, con il dettaglio delle vie, l’età del pedone e il veicolo investitore.

Non solo pedoni, come detto. Anche i ciclisti che perdono la vita sulle strade italiane sono sempre di più. Dal 1° gennaio al 5 novembre sono stati 171 i ciclisti morti in italia, nel solo mese di ottobre 17 quelli che hanno perso la vita sulle strade italiane. A preoccupare sono i casi di pirateria stradale: dall’inizio dell’anno sono stati undici gli episodi in cui colui che ha provocato un incidente con almeno una bicicletta coinvolta è fuggito senza prestare soccorso.

L’andamento dei dati a livello regionale evidenzia cje la Lombardia si piazza in prima posizione per distacco: 32 i decessi accertati tra i ciclisti, tredici in più di Emilia-Romagna e Veneto che con 19 vittime si piazzano a pari merito in seconda posizione. Subito ai piedi del podio troviamo la Toscana con 14 ciclisti che hanno perso la vita, in doppia cifra anche il Piemonte con 12, più staccate invece Lazio, Campania e Puglia tutte a quota 9.

Nei centri urbani chi va a piedi o su due ruote rappresenta il 70% dei morti in incidenti stradali. In Italia, le vittime tornate ai livelli pre-pandemia. L’anno scorso, infatti, sono morte 53 persone ogni milione di abitante a causa di un incidente stradale, lo stesso numero del 2019, l’anno pre-pandemia. In altre parole, il periodo di relativa calma sulle strade dovuto alla pandemia non è servito a migliorare la sicurezza. Lo stesso è avvenuto in Olanda e Francia, mentre in Polonia e Lituania si è registrata una riduzione drastica di vittime e incidenti.

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