Lunedì 15 Luglio 2024

Purosangue Razza Ferrari e comfort da famiglia

Un vero Purosangue, pronto a lanciarsi in una corsa sfrenata o a sedurti con il suo stile

Un vero Purosangue, pronto a lanciarsi in una corsa sfrenata o a sedurti con il suo stile

Ha la bellezza armoniosa e potente di un cavallo di razza. Un vero Purosangue, pronto a lanciarsi in una corsa sfrenata o a sedurti con il suo stile. La Ferrari che non c’era è qui, davanti ai nostri occhi: quattro porte, quattro posti, ruote alte stile Suv e un cuore rosso da 725 cavalli per certificare al mondo che questa è una creatura di Maranello. La proviamo lungo il suggestivo percorso della Trento-Bondone, mitica corsa in salita, eredità di anni ruggenti. Il tracciato giusto per cogliere le due anime di Purosangue: il comfort e la performance sposate in un equilibrio altissimo.

L’eleganza comincia dall’architettura che ricalca lo stile di una berlinetta con motore centrale. Qui il 12 cilindri a V è spostato in avanti sotto il lungo cofano in fibra di carbonio, che garantisce slancio e fluidità al design della vettura. Il risultato di centinaia di ore di lavoro nella galleria del vento è un coupé dinamico, poderoso e compatto. La cabina di guida sembra flutturare come un disco sospeso sopra la linea di cintura e le due porte posteriori si aprono contro vento con un comando elettrico molto funzionale. Gli interni sono concepiti come un salotto elegante che si spalanca magicamente, con quattro sedili a comando elettico e la funzione di massaggio per i due anteriori.

Sulla plancia un doppio cockpit digitale: quello di destra è riservato al passeggero e permette di condividere le varie funzioni dell’auto. I sedili e parti delle portiere sono realizzati in Alcantara con ampio uso (fino al 68%) di poliestere ricilato da bottiglie di plastica.

Il clima ha un comando rotativo dedicato per non interferire con le altre funzioni di guida, mentre l’impianto sonoro, firmato Burmeister, utilizza 21 altoparlanti e offre un’ esperienza davvero inimitabile. Dentro il guscio ovattato e silenzioso di Purosangue ci inoltriamo lungo le strade che da Pinzolo conducono al tracciato della Trento-Bondone. A bassi giri il V12 aspirato da 725 cavalli resta sotto traccia. Si procede con un filo di gas in apparente souplesse. Ma appena la strada si impenna, o quando serve un sorpasso da consumare in pochi metri, il ruggito del motore (derivato dalla 812 Superfast) mostra il suo prepotente Dna Ferrari, esaltato da un silenziatore di scarico. Il cambio automatico DCT (utilizato per la 296 GTB) ha otto rappporti molto corti e si abbina a un nuovo differenziale elettronico per la ripartizione della coppia.

Ma è nei controlli di trazione che Purosangue offre il massimo perché combina in sè una serie di tecnologie che sono il meglio del know-how Ferrari. La trazione integrale è esaltata dal sistema delle quattro ruote sterzanti indipendenti che offrono una maneggevolezza assoluta anche nelle curve a gomito. L’Abs Evo garantisce una perfetta aderenza al suolo e le sospensioni attive con quattro motori elettrici (uno per ruota) adattano l’assetto della vettura ad ogni tipo di percorso, contenendo gli effetti dei dossi e le irregolarità dell’asfalto.

Così Purosangue, con le sue forme da Suv supersportivo, può danzare fra le curve e inerpircarsi con disinvoltura. Può frenare con assoluita efficacia, guadagnando 70 centimetri di margine rispetto agli ultimo modelli Ferrari. Oppure affidarsi al Descent Hill control automatico, se deve avventurarsi per discese impervie e difficili da percorrere. L’ultimo gioiello Ferrari costa 390 mila euro e ha già venduto in anticipo tutta la produzione del primo anno. Ma per conservarne l’esclusività, Purosangue coprirrà solo il 20% della produzione di Maranello.