Il primo Catalogo Bolaffi dei vini d’Italia, opera pionieristica nata dalla collaborazione con Luigi Veronelli, data anni Sessanta. A testimonianza dell’attenzione antica verso questo prodotto per intenditori. Appassionati, broker, commercianti, collezionisti, sommelier e ristoranti potranno accedere a una nuova occasione d’acquisto all’asta collegandosi domani alle 10 al sito www.astebolaffi.it, previa iscrizione. Oppure vi si possono lasciare offerte per i lotti desiderati.

Sono quasi 500 i vini pregiati e i distillati che saranno battuti dopo il successo dell’asta online del 31 marzo scorso, terminata, nonostante il lockdown, con oltre il 95% dei lotti venduti. Le proposte di questa nuova presentazione si aprono con la sezione dei distillati più ricercati, con una ricca selezione di Armagnac, Cognac e Macallan, tra cui un Macallan Red Ribbon 50° Anniversary Rinaldi distillato nel 1957 (la cui base di partenza è fissata in 4.000 euro) e interessanti Rhum caraibici. La parte più corposa del catalogo è invece dedicata ai vini italiani (300 lotti) sempre più richiesti sul

mercato internazionale, con un nutrito insieme di vini piemontesi anche in vecchie annate e formati particolari.

Nella maggior parte dei casi si tratta di vini prodotti in quantità minime, una caratteristica, questa, che non solo è garanzia di qualità ma che ne aumenta continuamente il valore, trasformandoli in valide e alternative forme di investimento. Come la straordinaria verticale composta da 56 Magnum di Barolo Monfortino Riserva dagli anni 1990 al 2010 (base d’asta complessiva 81.600 euro). Si segnalano inoltre diversi lotti di Bruno Giacosa, tra cui due bottiglie di Barbaresco Santo Stefano Riserva etichetta rossa del 1990 (base 1.000 euro), Giuseppe Rinaldi, Gaja e Bartolo Mascarello con le sue etichette dipinte dal 1985 al 2015 anche in formato magnum.

Per la Toscana spiccano una collezione di Le Pergole Torte Montevertine dagli anni ’90 al 2016, tra cui una sei litri del 2016 (base 750 euro), una selezione di Masseto dal 1996 al 2016, ultima annata uscita fino ad oggi, diversi lotti di Ornellaia in casse originali dal 1994 al 2017, bottiglie di Sassicaia dalla prestigiosa annata 1985 al 2017, ancora Tignanello e Solaia per citarne solo alcuni. Tra i Brunello di Montalcino si segnalano lotti di Biondi Santi anche in annate storiche come la 1955, e di Case Basse Soldera nell’annata 1983, una delle migliori.

Passando alla Francia (80 lotti) i protagonisti sono gli champagne più blasonati – Cristal, Dom Perignon, Krug, Bollinger, Ruinart – per la Borgogna e i suoi prestigiosi Domaine (tre bottiglie di La Tâche del Domaine de la Romanée Conti, annate 1990-1999-2005 con basi dai 3.000 ai 3.500 euro), vecchie annate di Bordeaux con i suoi Premier Grand Cru Classé — otto Château d’Yquem del 1959 (base 2.400 euro), numerosi Cheval Blanc del 1967, Lafite-Rothschild del 1967 e Château Margaux del 1966 – e diversi lotti di Petrus.

Il dipartimento si avvale della preziosa collaborazione di Slow Food per la selezione di alcuni vini interessanti per qualità, sostenibilità dell’azienda vinicola, particolarità del produttore o dell’area geografica, storia dell’azienda vitivinicola, utilizzo o riscoperta di vitigni autoctoni. Il catalogo on line è disponibile su www.astebolaffi.ititauction613