Alberto Nicola Nagel, 55 anni di Milano, è l’amministratore delegato di Mediobanca
Alberto Nicola Nagel, 55 anni di Milano, è l’amministratore delegato di Mediobanca
di Elena Comelli Niente risiko per Mediobanca. Alberto Nagel, numero uno dell’istituto di Piazzetta Cuccia, ha escluso ancora una volta la fusione con Unicredit, di cui il mercato vagheggia da anni. Archiviato il terzo trimestre dell’esercizio 2020-2021 con un utile bollente di 193,3 milioni, più che raddoppiato rispetto agli 84,6 del 2019 e superiore ai 155 previsti dal consensus, Nagel vede ancora spazio per crescere in autonomia. "Penso che una...

di Elena Comelli

Niente risiko per Mediobanca. Alberto Nagel, numero uno dell’istituto di Piazzetta Cuccia, ha escluso ancora una volta la fusione con Unicredit, di cui il mercato vagheggia da anni. Archiviato il terzo trimestre dell’esercizio 2020-2021 con un utile bollente di 193,3 milioni, più che raddoppiato rispetto agli 84,6 del 2019 e superiore ai 155 previsti dal consensus, Nagel vede ancora spazio per crescere in autonomia. "Penso che una combinazione tra una banca d’affari specializzata come siamo noi e una banca universale come Unicredit sia poco sensata e dia poco sia all’uno che all’altro", ha spiegato l’ad illustrando i conti dei primi nove mesi 2020. Con il nuovo capo di Unicredit, Andrea Orcel, si è sentito e confida d’incontrarlo a breve. "Sono contento che una persona col suo background possa lavorare per una banca italiana. Bisogna lasciare tempo ad Andrea per entrare nel ruolo di una banca complessa come Unicredit. Sarà facile incontrarci appena avrà superato questo periodo di ambientamento", ha detto Nagel, senza escludere altre fusioni sul mercato italiano. Di certo i benefici fiscali messi in campo dallo Stato creano "un contesto molto favorevole al M&A e nei prossimi 12 mesi potremo vedere altre operazioni", ha concesso.

Allargando lo sguardo ai nove mesi chiusi il 31 marzo, Mediobanca ha messo a segno quasi 2 miliardi di ricavi (1,96 miliardi, +3%) e l’utile è salito del 9,4%, a 603,9 milioni, con commissioni nette al livello record di 571 milioni (+17%) e margine di interesse a 1,1 miliardi (-1%). In crescita dell’1,6% a 905,6 milioni i costi di struttura, per un rapporto costincome in calo al 46,1%. Quanto alle previsioni per il quarto trimestre, Mediobanca vede la chiusura dell’esercizio "in ampia ripresa rispetto allo scorso anno superando le difficoltà della pandemia". I ricavi "continueranno ad essere sostenuti da un positivo flusso di commissioni per le divisioni Investment banking e Wealth management che compensano il rallentamento del margine di interesse caratterizzato dai minori prestiti personali Consumer, sui quali si registrano segnali di ripresa in queste settimane". L’istituto "conferma l’indicazione di un payout del 70% subordinato alla rimozione della raccomandazione Bce in vigore fino al 30 settembre 2021".