Pier Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè
Pier Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè
di Achille Perego Ognuno per la sua strada, almeno per ora. Con l’accordo firmato l’altra sera, che ha messo fine a cinque anni di battaglie societarie e legali cominciate nel 2016, Mediaset e Vivendi hanno chiuso definitivamente i contenziosi e di fatto separato i propri destini. Esulta l’ad, Pier Silvio Berlusconi: "Dopo cinque anni di stallo, ora Mediaset potrà finalmente iniziare a costruire quella casa pan-europea della televisione che progettiamo da tempo e investire nuove risorse in contenuti e tecnologia", il commento al TG5. MediaForEurope, insiste Berlusconi, è "un...

di Achille Perego

Ognuno per la sua strada, almeno per ora. Con l’accordo firmato l’altra sera, che ha messo fine a cinque anni di battaglie societarie e legali cominciate nel 2016, Mediaset e Vivendi hanno chiuso definitivamente i contenziosi e di fatto separato i propri destini. Esulta l’ad, Pier Silvio Berlusconi: "Dopo cinque anni di stallo, ora Mediaset potrà finalmente iniziare a costruire quella casa pan-europea della televisione che progettiamo da tempo e investire nuove risorse in contenuti e tecnologia", il commento al TG5. MediaForEurope, insiste Berlusconi, è "un progetto ambizioso e innovativo destinato a generare valore e posti di lavoro". Il manager prevede "una nuova avventura internazionale nel mondo dei media che creerà grandissime opportunità".

Anche se, in base all’intesa, Vivendi avrà ancora il 4,61% di Mediaset (salvo la possibilità di cedere anche questa quota), di fatto la media company francese che fa capo a Vincent Bollorè lascerà campo libero ai progetti di crescita in Europa del Biscione. Con la holding della famiglia Berlusconi, Fininvest, che arriverà al 46%. Se Vivendi avrà cinque anni di tempo per vendere sul mercato il 19,19% dell’azienda di Cologno Monzese detenuto da Simon Fiduciaria – anticipando i tempi se il titolo toccherà i 3,2 euro – Fininvest acquisterà il 5% subito dopo lo stacco della cedola straordinaria da 0,3 euro che sarà decisa dall’assemblea del 23 giugno e messa in pagamento il 21 luglio. Portando nelle casse dei francesi poco più di 100 milioni e circa 155 in quelle della holding presieduta da Marina Berlusconi, più o meno quanto costerà il pacchetto che comprerà da Vivendi.

Oltre all’extra dividendo che, insieme con la sigla della pace, ha spinto al rialzo ieri il titolo Mediaset (+1,27% a 2,72 euro dopo un balzo iniziale oltre il 5%), Vivendi approverà in assemblea anche il trasferimento della sede legale di Mediaset ad Amsterdam mentre quella fiscale ed effettiva resterà in Italia come la quotazione in Piazza Affari. La scelta olandese era considerata dal cda presieduto da Fedele Confalonieri come "fondamentale" nella strategia del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi per creare un gruppo media paneuropeo sulla scia del progetto Mediaset For Europe ostacolato dai francesi.

Secondo Goldman Sachs e Bestinver la fine della disputa con Vivendi permetterà a Mediaset di concentrarsi sull’espansione internazionale che potrebbe già avere luogo nel secondo semestre. Nel mirino, dopo la forte presenza in Spagna, ci sarebbe la crescita nella tedesca ProsiebenSat1 di cui Mediaset possiede il 24,9%. E il Biscione avrà mani libere nella gara aperta per l’acquisizione in Francia del polo radio-tv M6 messo in vendita dal gruppo Bertelsmann. Gara che vede molti big del settore in campo, Vivendi compresa. I francesi potranno concentrarsi in Italia su Tim, di cui sono il primo azionista, e sulla convergenza tra broadband e tv. E proseguire nel progetto della Latin company europea.