Dalle polemiche ai fatti, ovvero investimenti nelle infrastrutture ma anche in formazione digitale. L’ad di Tim Luigi Gubitosi guarda già al piano industriale da preparare insieme a Cdp. "Basta con le polemiche, stiamo lavorando per trasformare le poche pagine di principio del Memorandum of understanding in un business plan pluriennale condiviso. Ma il diavolo sta nei dettagli, dipenderà dalle valutazioni...

Dalle polemiche ai fatti, ovvero investimenti nelle infrastrutture ma anche in formazione digitale. L’ad di Tim Luigi Gubitosi guarda già al piano industriale da preparare insieme a Cdp. "Basta con le polemiche, stiamo lavorando per trasformare le poche pagine di principio del Memorandum of understanding in un business plan pluriennale condiviso. Ma il diavolo sta nei dettagli, dipenderà dalle valutazioni relative. Ci vorrà qualche settimana perchè si definisca questo aspetto" ma "i tempi saranno veloci" aggiunge per poter intercettare le opportunità che arrivano dai fondi messi a disposizione dalla Ue, dal Mes, dalla Bce. E probabilmente, ma Gubitosi non lo dice, anche per anticipare mosse di Mediaset che renderebbero più complicato il tavolo sulla rete unica.

"Nel Recovery plan italiano è importantissimo perseguire l’obiettivo concreto della banda ultralarga al più presto" ha ribadito il premier Giuseppe Conte e invita a fare presto anche l’ex commissario Ue Viviane Reding perchè post Covid si è aperta "una finestra che non durerà più di 2-3 anni, o si investe adesso o non lo si fa più". Conte ribadisce che "Open Fiber entrerà" nella rete unica. Cosa farà Enel della sua quota? L’ad Francesco Starace ancora non si sbilancia sull’ipotesi di partecipare ad AccessCo o di accettare l’offerta di Macquarie ed evita le domande: "Ci interessa cablare, tutto il resto un pò meno". Enel peraltro "ha sempre detto che se ci fosse stato un partner industriale non le interessava fare il partner di minoranza - ricorda Gubitosi - ma non ci sono chiusure di principio a nessuno".

Non ci sono porte chiuse, nemmeno a Mediaset. "Perchè no...?" risponde il premier. In realtà per ora resta solo uno scenario "suggestivo" dopo la sentenza della Corte Ue che disconosce il divieto di incroci tra media e tlc sopra una certa soglia. "È una partita in cui non siamo coinvolti, non riguarda Tim ma un investitore (Vivendi,ndr) che ha una trattativa con Mediaset" spiega Gubitosi, che non vede un senso industriale nell’eventuale investimento del Biscione nella Rete Unica.