Domenica 14 Luglio 2024

McDonald’s, licenziamenti in vista. Chiusi tutti gli uffici in America

Attesa per l’annuncio dei tagli. Gli esuberi potrebbero riguardare le sedi di tutto il mondo

Uffici chiusi per 3 giorni in attesa di “comunicazioni difficili”. Cosa sta succedendo a McDonald’s in America? Migliaia di lavoratori statunitensi (ma le ripercussioni si potrebbero avere su scala mondiale) della catena di fast food più famosa al mondo vivono ore di apprensione in attesa di sapere quale sarà il loro futuro lavorativo.

Un'insegna di McDonald's
Un'insegna di McDonald's

Uffici chiusi fino a mercoledì

McDonald's chiude infatti temporaneamente i suoi uffici americani fino a mercoledì. Una 'pausa’ che il colosso degli hamburger dovrebbe usare per annunciare ai singoli dipendenti il loro eventuale licenziamento.

Il piano industriale

McDonald's in gennaio aveva annunciato decisioni “difficili” sullo staff entro aprile nell'ambito di un piano strategico. E ora il momento sembra arrivato. “Durante la settimana del 3 aprile comunicheremo decisioni chiave legate ai livelli personale nella società”, ha detto

McDonald's ai dipendenti in una email riportata del Wall Street Journal.

Oltre 150mila dipendenti nel mondo

La società ha oltre 150.000 dipendenti a livello globale. Lo scorso gennaio, McDonald's ha dichiarato che si stava preparando a una ristrutturazione e che i cambiamenti sarebbero stati annunciati a partire dal mese di aprile, senza fornire alcun dettaglio sul numero di posti di lavoro che potrebbero essere sopressi o sugli obiettivi di risparmio.

Posti a rischio

"Alcuni posti di lavoro che esistono oggi saranno spostati o scompariranno", aveva dichiarato all'epoca Chris Kempczinski, top executive.

McDonald's impiega circa 150.000 persone in tutto il mondo negli uffici e nei ristoranti gestiti direttamente, senza contare i franchising. Circa il 70% di questi posti di lavoro si trova al di fuori degli Stati Uniti. Le azioni della società hanno aperto in rialzo a Wall Street e mezz'ora dopo l'inizio delle contrattazioni erano in aumento di circa lo 0,50%.