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8 mar 2022

Guerra in Ucraina, McDonald's cede alle pressioni e chiude 850 ristoranti

Trentadue anni dopo il primo punto vendita, aperto a Mosca nel 1990. Lasciano anche Coca-Cola e Starbucks

8 mar 2022
epa04362054 A file picture dated 04 April 2014 shows people dining at a McDonald's restaurant on Manezhnaya Square in Moscow, Russia. Russia's consumer watchdog ordered four McDonald's restaurants in Moscow to be temporarily closed, alleging that the US fast food chain had violated sanitary rules. The news raised fears of a fresh round of sanctions against Western businesses. Earlier this month, Moscow banned food imports from a number of countries in retaliation against sanctions imposed on Russia over the crisis in Ukraine.  EPA/MAXIM SHIPENKOV
Un McDonald's in piazza Manezhnaya a Mosca
epa04362054 A file picture dated 04 April 2014 shows people dining at a McDonald's restaurant on Manezhnaya Square in Moscow, Russia. Russia's consumer watchdog ordered four McDonald's restaurants in Moscow to be temporarily closed, alleging that the US fast food chain had violated sanitary rules. The news raised fears of a fresh round of sanctions against Western businesses. Earlier this month, Moscow banned food imports from a number of countries in retaliation against sanctions imposed on Russia over the crisis in Ukraine.  EPA/MAXIM SHIPENKOV
Un McDonald's in piazza Manezhnaya a Mosca

Il 31 gennaio del 1990 una lunga fila di moscoviti aspettava di essere servita nel nuovo ristorante di piazza Pushkin. Non era un posto qualunque: era il primo McDonald's del Paese e l'inaugurazione, un anno prima del crollo dell'Unione Sovietica, era un simbolo che andava ben oltre un semplice taglio del nastro. Trentadue anni dopo, in tempi ben più drammatici, McDonald's chiude temporaneamente 850 dei suoi punti vendita in Russia.

Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando l'Associated Press. La decisione sembra legata al pressing sul colosso degli hamburger che finora era rimasto operativo in Russia nonostante l'invasione dell'Ucraina. Una scelta che aveva attirato molte critiche a McDonald's, soprattutto sui social media dove un coro di voci crescente ne chiedeva il boicottaggio. McDonald's continuerà a pagare gli stipendi ai suoi 62.000 dipendenti nel Paese.

D'altra parte la lista delle aziende grandi e piccole che hanno sospeso le attività in Russia si allunga di giorno in giorno. Ma ci sono alcuni giganti che ancora operano nel Paese e su di loro la pressione sta crescendo, tanto da spingere molti a pensare a una campagna di boicottaggio. Oltre a McDonald's ci sono anche KFC, Burger King, Starbucks, PepsiCo e Coca-Cola: finora hanno scelto di adottare un profilo basso restando per lo più in silenzio dell'invasione dell'Ucraina. Sui social media però la pressione iniziare a salire a dismisura. E infatti in tarda serata arrivano nuove prese di posizione: si sfilano Coca-Cola (che sospenderà ogni attività in Russia), Starbucks, Pepsi. 

Starbucks ha circa 130 punti vendita in Russia e Ucraina. L'amministratore delegato Kevin Johnson, riporta la Cbs, ha scritto in una lettera che "fornirà supporto ai suoi quasi 2.000 dipendenti che vivono in Russia".  La sospensione dell'attività commerciale include la spedizione di prodotti Starbucks. Anche la Pepsi, poco dopo la Coca-Cola, sospende le sue attività in Russia.  L'azienda afferma che sospenderà le vendite di Pepsi-Cola nel paese, compresi gli altri marchi tra cui 7up e Mirinda. Continuerà però a vendere prodotti essenziali quotidiani, come il latte artificiale, riporta la Bbc. 

E intanto il gigante globale dei cosmetici L'Oreal ha deciso di chiudere i suoi negozi a gestione diretta in Russia e i punti nei grandi magazzini del paese, ma la sua fabbrica vicino a Mosca continuerà a produrre. La fabbrica, aperta nel 2010 nella regione di Kaluga, a sud di Mosca, produce shampoo e colori per capelli, oltre a prodotti per l'igiene e per i bambini. Il gruppo ha anche detto di aver "sospeso tutti gli investimenti industriali e pubblicitari" in Russia.

 

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