Materie prime critiche, attacco Ue: "No alla dipendenza dalla Cina"

Il parlamento vara la norma. Incentivi e agevolazioni per le imprese europee

Materie prime critiche, attacco Ue: "No alla dipendenza dalla Cina"
Materie prime critiche, attacco Ue: "No alla dipendenza dalla Cina"

Aumentare l’approvvigionamento di materie prime critiche e strategiche, come il litio o il cobalto, è ora un obiettivo di legge per l’Unione Europea. Il Parlamento Europeo ha infatti dato il via libera definitivo alle misure per sopperire all’attuale carenza. Il regolamento sulle materie prime critiche è passato grazie a una vasta maggioranza: è stato approvato con 549 voti favorevoli, 43 voti contrari e 24 astensioni.

Le misure vanno nella direzione di ridurre la burocrazia, accelerare l’innovazione lungo l’intera catena del valore e sostenere le pmi. Ci sono incentivi economici per i progetti di estrazione e riciclo, con procedure autorizzative più rapide. Dovrebbe beneficiarne anche la ricerca, spronata dalla normativa allo sviluppo di materiali alternativi e metodi di produzione più rispettosi dell’ambiente. La speranza è che in questo modo l’Europa diventi più competitiva e indipendente su un fronte caldissimo della transizione ecologica. Gli obiettivi approvati al 2030 sono di portare su suolo europeo il 10% dell’estrazione, il 40% della trasformazione e il 25% del riciclo. È stata così recepita in pieno la proposta della Commissione, sostenuta da Ursula von der Leyen, che riguarda 34 materie prime critiche, di cui 17 strategiche. Quando si parla di materie prime critiche e strategiche si intendono quelle per cui, ad oggi, non esistono sostituti validi. Dalla loro importazione dipende la maggior parte dei Paesi consumatori e l’offerta è dominata da uno o pochi produttori. L’esecutivo Ue le monitora da una decina d’anni e con cadenza triennale stila un elenco basato sia sull’importanza economica che sul rischio di approvvigionamento. L’Ue dipende attualmente al 100% da fornitori stranieri per 14 delle 34 materie prime critiche e al 95% per altre tre, in base a un rapporto dell’Istituto tedesco per la ricerca economica (Diw). La maggior parte delle importazioni proviene dalla Cina, che detiene un quasi monopolio in questo campo.

L’Ue, ad esempio, importa attualmente dalla Cina il 93% del magnesio e l’86% delle terre rare. La Cina è inoltre dominante nella lavorazione di altre materie prime, anche se non le estrae. Mentre solo il 9% del litio mondiale viene estratto in Cina, circa il 60% viene raffinato da impianti cinesi. Il regolamento ha avuto un ciclo negoziale più breve di un anno.

Elena Comelli

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