La sede storica di MontePaschi di Siena, Rocca Salimbeni, vale 90 milioni
La sede storica di MontePaschi di Siena, Rocca Salimbeni, vale 90 milioni
di Pino Di Blasio Dal Mediocredito Centrale fanno trapelare una secca smentita sul presunto interesse dell’istituto guidato da Bernardo Mattarella per il marchio Monte dei Paschi. Alla Banca controllata da Invitalia, e quindi dal Tesoro, continuano a interessare solo i circa 200 sportelli del Monte al sud. L’ad Mattarella è freddo anche sull’ipotesi di rilevare Monte Paschi Capital Services, Leasing & Factoring, e perfino il Consorzio Operativo, che sarebbero i...

di Pino Di Blasio

Dal Mediocredito Centrale fanno trapelare una secca smentita sul presunto interesse dell’istituto guidato da Bernardo Mattarella per il marchio Monte dei Paschi. Alla Banca controllata da Invitalia, e quindi dal Tesoro, continuano a interessare solo i circa 200 sportelli del Monte al sud. L’ad Mattarella è freddo anche sull’ipotesi di rilevare Monte Paschi Capital Services, Leasing & Factoring, e perfino il Consorzio Operativo, che sarebbero i pezzi di Banca Mps, che Unicredit vuole tenere fuori dal perimetro dell’acquisizione.

La strada del Mediocredito centrale, per quanto sbarrata dai vertici dell’Istituto, sembra essere l’unica praticabile per il ministero dell’Economia. La soluzione che può conciliare le intenzioni di Unicredit di sciogliere tutti i nodi entro il 27 ottobre, il giorno del cda sui conti del terzo trimestre, e i paletti piantati dal ministro Franco e dalla politica, dal neodeputato del collegio di Siena Enrico Letta a Matteo Salvini, con la tutela del marchio tra le quattro condizioni indispensabili per dare il via libera. Le altre sono tutela dell’occupazione, una direzione da conservare a Siena e la presenza dello Stato come azionista. Il marchio Mps a Mediocredito centrale trova molti sostenitori anche a Siena: basterebbe allargare le filiali da rilevare anche a una parte degli sportelli toscani e la ’Banca Mps per le imprese’ sarebbe già confezionata, da Siena in giù. Con gli sportelli del Nord ceduti a Unicredit.

Si era fatta avanti anche la Fondazione Mps, durante la trattativa per firmare l’accordo che chiude i contenziosi legali, in cambio di 150 milioni di euro e la possibilità di valorizzare le 30mila opere d’arte del patrimonio della Banca. Il presidente della Fondazione Carlo Rossi è riuscito a strappare un diritto di prelazione per Rocca Salimbeni, la sede storica della Banca, nel caso rimanesse fuori dal perimetro dell’affare. Solo che la Rocca ha un valore stimato di 90 milioni di euro, un prezzo troppo alto per la Fondazione, che sperava in una prelazione a valori dimezzati. Quando il presidente Rossi ha insistito per riavere il marchio, perché proprietà dell’istituto di diritto pubblico e quindi della Fondazione, si è sentito rispondere dal Mef che "il brand Mps è un asset che il Tesoro vuole valorizzare ed è proprietà dell’azionista di maggioranza". Fine dei giochi.