Roma, 17 settembre 2018 - Tre ore di vertice a Palazzo Chigi per mettere a punto la manovra finanziaria 2019. Tre ore di lavoro "bello e proficuo", le definisce Matteo Salvini, per riuscire a trovare le risorse perché non c'è intenzione di arretrare su flat tax, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni. Come ribadiscono uscendo da Palazzo Chigi i due vicepremier. E se il ministro dell'Interno ribadisce "rispetteremo gli impegni" "per far crescere l'economia italiana (senza regali alla Renzi)", il collega Luigi Di Maio insiste: "Vanno tagliati tutti gli sprechi, tutti i rami secchi, così come devono essere recuperate quelle risorse che, a oggi, vanno nella direzione sbagliata". "Le scelte sulla legge di bilancio devono essere coraggiose e devono esserlo nell'interesse dei cittadini - aggiunge il titolare di Sviluppo economico e Lavoro -. Gli italiani si aspettano tanto da noi e noi non li deluderemo perché saremo anche pronti a fare scelte coraggiose". 

"Il vertice si è svolto lavorando in totale armonia ed è emerso l'obiettivo condiviso di provvedere a una profonda revisione della spesa, volta a massimizzarne l'efficienza attraverso il taglio degli sprechi - dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte -. È stato affrontato anche il tema delle riforme strutturali in via di formulazione definitiva, con l'obiettivo di valutare l'incidenza di queste sulla crescita economica e su una dinamica della produttività che il Paese ha bisogno di far ripartire". In particolare - sottolinea ancora il premier - ci siamo soffermati sull'analisi degli sprechi da tagliare ai fini della riqualificazione della spesa pubblica e sulle possibilità di un rilancio della crescita attraverso i punti qualificanti del contratto di governo: flat tax, reddito di cittadinanza, superamento della legge Fornero e un quadro organico di tagli alle spese improduttive". 

RISORSE DA TAGLI AGLI SPRECHI - L'incontro, a cui hanno preso parte anche il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, quello per le politiche Ue, Paolo Savona, e i sottosegretari Giancarlo Giorgetti, Laura Castelli e Massimo Garavaglia, è stato convocato dopo le tensioni, seppur minimizzate da entrambe le parti, tra i leader di Lega e M5s e Tria. Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, il vertice si è concentrato "sugli sprechi e le spese improduttive" che possono essere individuate per liberare risorse. Le risorse, viene fatto notare, "vanno trovate perché non c'è intenzione di arretrare su flat tax e reddito di cittadinanza". L'auspicio è dunque "creare una situazione tale per cui forze politiche e tecniche si mettano a studiare le singole voci" per recuperare molti miliardi che ancora devono essere trovate anche se "non siamo all'anno zero, molte risorse sono già state trovate". Resta però da sciogliere il nodo deficit: Tria vorrebbe l'1,6%, i partiti puntano più al 2%.