Moscovici e Tria (ImagoE)
Moscovici e Tria (ImagoE)

Bruxelles, 4 dicembre 2018 - Manovra italiana sotto la lente di Bruxelles. I tempi sono stretti per evitare la procedura diinfrazione, dice al termine dell'Ecofin il ministro dell'Economia Giovanni Tria. Ma il Governo gialloverde non fa retromarcia sui suoi temi cardine: "Le priorità vanno portate avanti, altrimenti non sarebbero priorità", ricorda sempre il titolare del Mef. Anche se "dobbiamo andare incontro alle richieste della Commissione Ue per evitare la procedura, si tratta di esaminare soluzioni possibili". Parole che suonano come un richiamo a premier e leader di Lega e M5s perchè facciano le scelte su misure e tempi.

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In particolare, il reddito di cittadinanza e il superamento della riforma Fornero delle pensioni, con l'introduzione di quota 100 "non sono in discussione", insiste il ministro. Tuttavia "si stanno studiando le stesure, quello che va ancora definito è il costo delle misure in base ai disegni di legge". 
Sono stati già effettuati degli accantonamenti ma "poi una valutazione attenta sul costo delle misure è possibile solo quando ci saranno i disegni di legge", precisa Tria. Quanto al dialogo con la Commissione europea sul come far combaciare i saldi di Bilancio con le regole Ue "si possono fare varie cose, ci sono varie possibilità, non ne discutiamo in pubblico fin quando non vengono discusse a livello politico e poi con la Commissione Ue".

Quanto allo spettro della recessione, Tria commenta: "Quando si è in condizioni più complicate o in recessione questo pone dei punti a favore del fatto che bisogna sostenere l'economia, ma certo crea altri problemi per quanto riguarda i conti pubblici. Speriamo di non andare in recessione e di fare una manovra che ostacoli questo rallentamento dell'economia, questo è l'obiettivo".

OPPOSIZIONI ALL'ATTACCO - Intanto un nuovo stallo ha bloccato i lavori della commissione Bilancio della Camera ancora impegnata nell'esame degli emendamenti (l'ok alla legge di Bilancio è atteso per la serata). La seduta si è aperta con la richiesta di tutte le opposizioni di avere spiegazioni sull'andamento della trattativa con la Ue e sulle modifiche al deficit. "Da giorni e settimane stiamo discutendo di qualcosa che non esiste, sembra che ci sia già un accordo per ridurre deficit al 2%", ha detto il capogruppo dem Luigi Marattin, seguito da Andrea Mandelli (Fi), da Guido Crosetto di Fdi, da Stefano Fassina di Leu e dal rappresentante del misto Salvatore Caiata.

C'è chi, come la dem Anna Ascani, diserta la commissione Bilancio per protesta: "Tria ammette che la manovra cambierè e le cifre sul Pil sono farlocche: é un insulto al Parlamento"

Per questo motivo il presidente Claudio Borghi avrebbe ottenuto l'impegno dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti a far intervenire il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, o un altro membro dell'esecutivo alle 19 di questa sera.

BRUXELLES - Dalla Ue arrivano richieste di "dettagli concreti" per la riduzione del deficit. "Abbiamo preso atto dei recenti annunci del governo di voler ridurre il deficit, è un passo nella giusta direzione - ha dichiarato oggi il commissario agli affari economici Pierre Moscovici - Ma aspettiamo ulteriori dettagli per valutare la dimensione di questo passo". "Quello che è chiaro è che noi abbiamo bisogno di passi molto concreti e credibili", ha aggiunto, perché "il divario" tra le posizioni italiane e il livello richiesto dalle regole di bilancio Ue "va ridotto ulteriormente". "Io sono a favore di una flessibilità che sia dentro le regole. Questo significa che le regole devono essere rispettate", ha ribadito Moscovici. 

Dalla Commissione europea - ha detto ancora - "non stiamo metttendo in discussione la riforma sulle pensioni" che intende operare il governo italiano che appartiene all'ambito "delle scelte politiche italiane. Quello a cui puntimo è il rispetto del Patto di stabilità e di crescuta e la compatibiltà del bilancio italiano con le regole del Patto".

IL GOVERNO - Il premier Giuseppe Conte ha fatto sapere che a breve arriverà la sua proposta. "L'obiettivo è evitare all'Italia una procedura d'infrazione - ha dichiarato in un'intervista all'Avvenire -. Ma in questo momento non fornisco nessun numero. Perchè il negoziato riesca occorre riservatezza". E non vuole parlare di numeri il suo vice Matteo Salvini. "Il 2%? È un numero su cui si esercitano giornalisti e commissari Ue, noi badiamo alla sostanza e a trovare risorse". "Noi facciamo una manovra seria - ha aggiunto - che non dipenderà dallo zero virgola ma dai contenuti. Una manovra che ha degli investimenti che non ci sono mai stati negli anni precedenti". Quanto alla Tav il ministro dell'Interno ha ribadito "di essere per l'Italia dei sì", replicando duramente a Confindustria.