Roma, 20 settembre 2018 - "E' inutile tirare a campare: o facciamo scelte coraggiose o i cittadini non capiranno". Luigi Di Maio tira dritto sulla manovra finanziaria del 2019. Che dovrà anzitutto "esser amica degli italiani dopo tanti anni di lacrime e sangue". Anche se questo comporta "sforare il 2% del rapporto deficit/Pil". Lo diceva ieri il vicepremier e lo ripete oggi, intervistato a Radio 24 dalla Cina, dove si trova in visita. Nonostante l'altolà che arriva dal ministero dell'Economia e l'atteggiamento più cauto del premier Conte ("dovremo tenere i conti in ordine").  

Manovra, dalle pensioni alla flat tax. Le misure chiave tra promesse e realtà

Tria non sarebbe disposto a firmare una legge di Bilancio con deficit al 2% (il paletto messo dal Tesoro è dell' 1,6%). Ma Di Maio non molla: "Non dobbiamo avere paura di sforare, a meno che il 2% non sia diventato un tabù, però ce lo dovevamo dire prima". E ancora: "Se facciamo un po' di deficit quest'anno possiamo ripagare quel debito con i tagli alla spesa dei prossimi anni. Non accetto che si debba aspettare di tagliare tutto prima di poter mantenere le promesse che abbiamo fatto ai cittadini". Avanti dunque con i cavalli di battaglia di Lega e 5 Stelle: flat tax, riforma della legge Fornero, reddito e pensioni di cittadinanza. 

Il ministro dello Sviluppo Economico, che smentisce ancora l'aumento dell'Iva ( "non si permetterà ai soldi di uscire dalla porta e entrare dalla finestra") nega però che vi siano tensioni con Tria. I rapporti con lui "sono pieni di fiducia", precisa. "Questo è un governo compatto, che sta mettendo insieme le risorse, che ci sono, per mantenere le promesse fatte agli italiani". E siccome "i soldi ci sono, le cose si possono realizzare". L'alternativa, ribadisce, "è andare a casa". 

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Concetti ribaditi da Riccardo Fraccaro, ministro pentastellato per i Rapporti con il Parlamento, ospite ad Agorà, che ricalca pari pari le parole del vicepremier. "Di Maio sta cercando di dare coraggio a tutti i ministri per mantenere le promesse. L'obiettivo - spiega - è fare in modo che nessun cittadino di buona volontà stia sotto la soglia di poverà che è 780 euro. Se non riusciamo a cambiare le cose meglio andare a casa ma lotteremo fino alla fine. Non siamo disposti a tirare a campare". Anche il viceministro dell'Economia Massimo Garavaglia smentisce l'aumento dell'Iva: "L'Iva - dice - non sarà aumentata. La notizia secondo cui avrei affermato a Radio Radicale di un possibile aumento dell'Iva per finanziare il calo dell'Irpef è totalmente priva di fondamento. Sul tavolo di governo non esiste questa ipotesi".

OCSE: PIL GIU' - Intanto l'Ocse rivede al ribasso le stime sulla crescita del Pil per il 2018, dall'1,4% di maggio all'1,2% di oggi. Per il 2019 invece rimane invariata all'1,1%. Pesano le "incertezze rispetto alla scelta delle politiche. Tassi di interesse più alti, e rallentamento della creazione di posti di lavoro trattengono i consumi", si legge del rapporto dell'organismo internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica, diffuso oggi a Parigi. Addirittura la situazione italiana, insieme alla Brexit, viene descritta come i principali fattori di rischio che potrebbero "impedire all'Europa di prosperare". Colpa della "crescita debole" e del "debito elevato",  spiega la capoeconomista dell' Ocse, Laurence Boone. 

PENSIONI E REDDITO DI CITTADINANZA - "All'Italia lanciamo un messaggio molto semplice - dice Laurence Boone - molte riforme sono state fatte dal precedente governo. È vitale che queste riforme continuino". Per quanto riguarda il capitolo pensioni "penso sia importante non disfare la riforma Fornero". Ridurre l'età pensionabile, "non crea occupazione, non sono i giovani che rimpiazzano gli anziani". E sarebbe anche "ingiusto da un punto di vista di equità intergenerazionale, perché costa necessariamente di più alle finanze pubbliche ed è un fardello che si fa pesare sui giovani". Dubbi anche sul reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia di Cinque Stelle, come strumento di incentivo alla crescita. "Nel periodo un po' incerto che stiamo vivendo, chi ha un po' di reddito, ha piuttosto tendenza a risparmiarlo, quindi non è nemmeno certo che serva ad accelerare i consumi". Piuttosto "bisogna puntare sugli investimenti produttivi". 

DI MAIO: OCSE NON SI INTROMETTA - Immediata la replica di Di Maio: "L'Ocse non deve intromettersi nelle scelte di un Paese sovrano che il governo democraticamente legittimato sta portando avanti - ammonisce il vicepremier -. Il superamento della legge Fornero è nel contratto e verrà realizzato. Quasi due terzi degli italiani sono con noi. I burocrati se ne facciano una ragione. Siamo stati eletti anche per questo e manterremo l'impegno preso".

CONTE: TERREMO I CONTI IN ORDINE - Preferisce citare cifre sul deficit il premier Conte, che oggi ha parlato anche di manovra nella conferenza stampa in occasione del vertice informale a Salisburgo. Ma rassicura: la legge di bilancio "dovrà dare anche il segno che stiamo tenendo i conti in ordine". Conte si dice in "costante contatto col ministro Tria: siamo in piena fase di elaborazione della manovra e dei suoi dettagli, in questo momento non ha senso tirare fuori un numero, non voglio parlare di decimali".