Cernobbio (Como), 9 settembre 2018 - La parola politicamente tabù («condono»), il premier Giuseppe Conte, la pronuncia, a porte chiuse al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Ma di fatto si tratta della conferma di quello che sarà uno dei piatti forti della manovra: la pace tributaria (come confermano fonti del Governo) che, per il presidente del Consiglio, è funzionale alla riforma fiscale e che, a differenza del passato, non serve a fare cassa ma ad azzerare le posizioni debitorie pendenti. «Quando si riforma e si riducono le tasse – ha detto Conte – bisogna dare ai cittadini la possibilità di ripartire da una nuova situazione, di ripartire da zero». Ma se qualcuno chiama questo «condono, sbaglia perché ci si riferisce solo alla pace fiscale».

Conte a Cernobbio: "Non siamo una banda di scriteriati"

Le tre le riforme-bandiera di grillini e leghisti partiranno insieme, ma saranno attuate gradualmente: reddito di cittadinanza, flat tax e alleggerimento della legge Fornero. Parola del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Ma anche parola dello stesso premier, di ritorno da una 24 ore tra la Puglia e Cernobbio: «Saremo coraggiosi, ma non scriteriati, agiremo in cinque anni».

Un doppio avviso ai naviganti con un presupposto, confermato da Salvini, accolto con favore dai mastini di Bruxelles e di Berlino: i vincoli europei saranno rispettati e l’aggiustamento sarà di fatto definito in relazione all’andamento (che si spera calante) dello spread e delle stime sul Pil nelle prossime settimane. E da questo dipenderà l’entità della manovra, che comunque oscillerà tra i 30 e i 35 miliardi di euro. Un passaggio che «sarà il banco di prova del governo», rilancia il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia.

Dunque, mentre tecnici e sherpa dei partiti sono al lavoro sui differenti capitoli della legge di Bilancio (anche per trovare i compromessi e i dosaggi politicamente adeguati), tocca al responsabile di Via XX Settembre fissare la road map della manovra. «Ci sono margini - spiega - per far partire le varie riforme. Con tassi e spread in calo. Anche perché i mercati in agosto non hanno creduto alle dichiarazioni ufficiali, ma adesso «cominciano a crederci». E, a rafforzare l’operazione rasserenamento dei mercati, insiste il premier: «Una famiglia che continua a indebitarsi è destinata alla povertà. E per questo rispetteremo i vincoli, che non sono quelli europei, ma quelli per convincere i risparmiatori a prestare all’Italia 400 miliardi l’anno».

Manovra, si studia il taglio Irpef. La Lega: un punto in meno per tutti

Comunque, le prime somme che si possono tirare a livello di contenuti indicano nelle misure-bandiera di Lega e 5 Stelle gli interventi cardine della manovra. «Ci saranno – annuncia il leader leghista – i primi mattoni dello smontaggio della legge Fornero, della riduzione fiscale per milioni di italiani, il saldo e stralcio di milioni di cartelle di Equitalia anche l’avvio del reddito di cittadinanza caro ai miei amici dei 5 Stelle». E, infatti, se i grillini puntano su una dote da circa 10 miliardi per finanziare il reddito e le pensioni di cittadinanza, la Lega inserisce nel menù, oltre a quota 100 per l’alleggerimento della riforma Fornero, un consistente pacchetto fiscale a base di taglio dell’Irpef (almeno dell’1 per cento sul primo scaglione), riduzione dell’Ires al 15 per cento per le imprese che tornano in Italia o assumono e Flat tax (a due aliquote) per partite Iva e professionisti entro certe soglie di ricavi.

Manovra, 10 miliardi per il reddito di cittadinanza