Bruxelles, 19 dicembre 2018 - Il via libera alla manovra economica è arrivato. La Commissione Ue ha deciso di non avviare la procedura per deficit eccessivo legata al debito nei confronti dell'Italia. La Commissione avrebbe in sostanza deciso di soprassedere sull'avvio della procedura d'infrazione in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare poi a fare il punto della situazione a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento.

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LE MODIFICHE ALLA MANOVRA - Pronto l'emendamento che recepisce l'esito della trattativa con l'Ue. All'interno dell'accordo raggiunto tra Roma e Bruxelles c'è anche la revisione della crescita del Pil che passa dall'1,5 all'1%.  Un aggiustamento che arriva si allinea alle nuove stime di Standard & Poor's che ha ritarato al ribasso le previsioni sulla crecita italiana. Secondo l'agenzia, il Pil dovrebbe crescere quest'anno dell'1% e il prossimo dello 0,7%, meno quindi dell'1,1% previsto lo scorso 26 ottobre.

Tra le ultime modifiche della manvora, c'è l'istituzione di una imposta sui diritti digitali e che superino determinate soglie, cosiddetta 'web tax', mentre aumenta il prelievo nel settore dei giochi. Via, inoltre, la mini-Ires in favore degli enti non commerciali. Rinviate al 15 novembre 2019 le assunzioni nella Pubblica amministrazione e previsti 850 milioni in meno per le politiche comunitarie e 600 per le risorse destinate a Fs. Tutte misure annunciate dal premier Conte nell'informativa al Senato, dove Conte ha spiegato anche gli interventi su pensioni e Iva. Secondo il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, il rapporto debito/Pil salirà "leggermente" nel 2018, per poi calare l'anno successivo.

Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle ha ripresentato in commissione Bilancio al Senato un emendamento sul problema buche a Roma, dopo che la versione di ieri era stata dichiarata inammissibile. La modifica, a quanto si apprende, introduce il carattere emergenziale dell'intervento, giustificando così anche l'impiego dell'Arma del Genio e dell'Esercito per risolvere la questione.

L'INFORMATIVA DI CONTE - Proteste durante il discorso di Conte. Tra le più infervorate nel criticare il premier la senatrice Pd Teresa Bellanova, tanto che la presidente Casellati è costretta a intervenire. "Se lei interviene ancora esce, deve stare zitta", ha detto alla Bellanova. E alla fine il premier è riuscito a parlare: "Le risorse per il reddito di cittadinanza e per quota 100 "sono inferiori" rispetto a quanto stanziato in manovra e ciò "ha permesso di ridurre il rapporto deficit/Pil dal 2,4% a circa il 2,04% senza modificare né i contenuti, né la platea, né i tempi di realizzazione. Partiranno nei tempi che avevamo previsto", ha spiegato Conte. (La data è "il primo aprile" per i privati, ottobre per il pubblico, preciserà Tria nel pomeriggio). Il premier ha poi ribadito: "Non abbiamo mai ceduto sui contenuti".

Il premier ha continuato: "Allo scopo di assicurare il conseguimento degli obiettivi programmatici di bilancio il governo ha previsto una norma per l'accantonamento temporaneo di una parte di alcuni specifici stanziamenti per l'importo complessivo di due miliardi. Le somme accantonate saranno rese disponibili nel caso in cui" il monitoraggio sui conti certificherà gli obiettivi di bilancio. "Sono state previste misure di contenimento della spesa pensionistica che si sostanziano nel raffreddamento dello schema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici di più cospicuo importo. Inoltre si interviene sulle pensioni d'oro con riduzione dei trattamenti più elevati, con la previsione di un contributo di solidarietà temporaneo e progressivo per scaglioni di reddito. Una misura di equità sociale". Il premier ha confermato anche "la revisione delle clausole di salvaguardia Iva per il 2020 e il 2021". E ha spiegato che, dalle assunzioni per i centri per l'impiego e dal reddito di cittadinanza, arriveranno 450 milioni di "maggiori entrate contributive" nei triennio.

MOSCOVICI: VITTORIA DEL DIALOGO - "È una vittoria del dialogo politico che la Commissione ha preferito rispetto allo scontro. Alcuni avevano auspicato una crisi, noi invece abbiamo sempre puntato a una soluzione", ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici riguardo all'accordo con l'Italia, che ha aggiunto: "Abbiamo dimostrato che la Commissione non è nemica del popolo italiano, non siamo una macchina burocratica che nega la democrazia. Spero di aver sgombrato ogni dubbio, l'area Euro esce rafforzata da questo risultato". Dallo 0,8% della manovra iniziale italiana, il peggioramento strutturale è stato portato ora a zero, ha specificato Moscovici.

DOMBROVSKIS - "L'accordo di oggi non è perfetto ma ci permette evitare la procedura di infrazione, a condizione che misure vengano attuate pienamente", ha confermato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. Gli sforzi ulteriori inseriti dall'Italia nell'accordo "ammontano a 10,25 miliardi di euro", ha specificato, aggiungendo: "La Commissione vigilerà sul rispetto degli impegni" e "se qualcosa va male, possiamo tornare sulla questione a gennaio", perché "la scadenza per l'Ecofin per decidere sulla procedura è sempre febbraio. Su questo siamo stati molto chiari nella risposta all'Italia". Per il 2020, di 12,2 miliardi di misure, 9,4 miliardi sono clausole di salvaguardia, su cui l'Italia confida "molto", mentre Bruxelles ha constatato in passato che la clausola sull'aumento dell'Iva "l'Italia non l'ha attivata, e se questo non accade nemmeno stavolta, dovrà trovare risorse altrove".

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MATTARELLA - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella valuta "molto positivamente la scelta del governo di avviare un dialogo costruttivo con la Commissione europea - che ha agito con spirito collaborativo - sulla  manovra di bilancio per giungere a soluzioni condivise, raggiunte in questi giorni".  E aggiunge:  "Pur tra evidenti difficoltà, va evitato il rischio di un cortocircuito tra l'urgenza di fornire risposte veloci, sollecitate dal disorientamento e dall'emotività e la necessità di tempi più lunghi necessari alla definizione di soluzioni, efficaci, durature e sostenibili".

TRIA - Il ministro dell'Economia in serate è ospite a Porta a Porta. Alla domanda se si prospetta in Italia un rischio recessione, risponde: "Speriamo di evitarla". Poi aggiunge: "Le ultime informazioni danno un miglioramento e sono meno pessimistiche, molto dipende dallo scenario internazionale e dai mercati, dalla caduta dello spread e da questo senso di paura che ci perseguitava all'inizio di questo governo". 

SALVINI E DI MAIO - Esultano, inevitabilmente, Salvini e Di Maio. "Aver evitato la procedura d'infrazione è la vittoria del buonsenso per il bene dei cittadini italiani. Un plauso a Conte che ha portato avanti la trattativa con Bruxelles con competenza, serietà e fermezza. Le misure che abbiamo promesso le faremo nei modi e nei tempi previsti", sono state le parole del ministro dell'Interno. "Dopo le polemiche, la manovra è perfino migliorata", aggiunge il leader della Lega. Fa eco Di Maio, che dichiara: "A Conte va il mio plauso per lo straordinario lavoro e il risultato portato a casa in Europa, nel solo ed esclusivo interesse dei cittadini italiani. Il Presidente del Consiglio con coraggio e competenza è riuscito ad avere successo senza mai indietreggiare e senza tradire gli italiani".

L'ATTACCO DI GENTILONI - Duro invece l'attacco dell'ex premier Paolo Gentiloni. "Per la prima volta la legge di bilancio italiana viene varata a Bruxelles. Sovranisti senza sovranità. Lo sforzo economico di sei anni liquidato in sei mesi", ha scritto su Twitter l'ex presidente del Consiglio.

PLAUSO DEGLI INDUSTRIALI - Plaude all'accordo Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che rimarca, "superata l'emergenza occorre valutare i provvedimenti" e "verificare l'impatto sull'economia reale perché il cambiamento generi più occupazione e più crescita nel Paese".

IRA SINDACATI - E i sindacati sono già sul piede di guerra. "Il presidente del consiglio Conte ha garantito che ci sarà un confronto con i sindacati su tutti i temi che riguardano la manovra. Se questo confronto non ci sarà useremo tutti gli strumenti in nostro possesso e la mobilitazione sindacale", ha detto la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan. Sulla stessa linea Susanna Camusso. "Pare che ci sia un'intesa con l'Europa, ma nessuno sa esattamente su quale manovra, quindi continuiamo ad essere critici rispetto ad una impostazione che non ha un progetto per il Paese, che non affronta il tema degli investimenti e della creazione di lavoro, che continua ad essere il nodo fondamentale dell'Italia e della sua prospettiva", ha detto la leader della Cgil. "Se non ci saranno risposte, cominceremo a domandarci come reagire con la mobilitazione", ha ribadito.