Eccola la manovra anti-Covid: vale un po’ meno di 40 miliardi e, nelle intenzioni del governo, dovrebbe dare ossigeno a famiglie e imprese messe in ginocchio dall’epidemia. La lunga maratona notturna a Palazzo Chigi non ha sciolto tutti i nodi sul tappeto: la Legge di Bilancio è stata approvata con la consueta formula del "salvo intese". Occorreranno almeno altri dieci giorni per avere il testo definitivo. Ma l’impianto resta confermato, con una massiccia dose di spese e investimenti, per circa un terzo in deficit e la restante parte recuperata dal bilancio, che dovrebbe consentire al Paese la ripartenza nel 2021. Nuovo Dpcm 18 ottobre: ecco cosa prevede Il ministro...

Eccola la manovra anti-Covid: vale un po’ meno di 40 miliardi e, nelle intenzioni del governo, dovrebbe dare ossigeno a famiglie e imprese messe in ginocchio dall’epidemia. La lunga maratona notturna a Palazzo Chigi non ha sciolto tutti i nodi sul tappeto: la Legge di Bilancio è stata approvata con la consueta formula del "salvo intese". Occorreranno almeno altri dieci giorni per avere il testo definitivo. Ma l’impianto resta confermato, con una massiccia dose di spese e investimenti, per circa un terzo in deficit e la restante parte recuperata dal bilancio, che dovrebbe consentire al Paese la ripartenza nel 2021.

Nuovo Dpcm 18 ottobre: ecco cosa prevede

Il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, non ha dubbi: "Una manovra ambiziosa per un Paese sospeso fra le difficoltà della pandemia e le prospettive concrete della ripresa". Arriva, invece, per decreto (e non nella legge di bilancio) lo stop ai 9 milioni di cartelle esattoriali già pronte a partire. Tutto rinviato al prossimo anno, con 5Stelle e Italia Viva che fanno a gara per intestarsi la proroga.

I renziani avrebbero ottenuto anche il rinvio a giugno di plastic e sugar tax. In compenso, gli agenti della riscossione avranno 12 mesi in più per fare i conti con i contribuenti. Prolungata anche la cassa integrazione dovuta al Covid: probabilmente sarà estesa fino a giugno 2021. Nel menu della manovra spicca, ovviamente, il capitolo della Sanità: 4 miliardi non solo per confermare i 30mila medici e infermieri assunti nel periodo dell’emergenza, ma anche per acquistare vaccini (400 milioni) e rifinanziare il Fondo sanitario Nazionale (un miliardo). Nessun riferimento al Mes.

Per le famiglie la novità più rilevante è l’assegno unico per i figli, 200 euro al mese esteso anche ad autonomi e incapienti. Prolungata la durata del congedo parentale. Per la riforma dell’Irpef, invece, occorrerà attendere il 2022, con una spesa di 8 miliardi alimentata anche con le risorse della lotta all’evasione: confluiranno nel Fondo fedeltà. Esteso ai redditi superiori fra i 28mila e i 40mila euro il taglio del cuneo fiscale, che vale più o meno 100 euro al mese in busta paga.

Prorogati una serie di bonus, da quelli per le facciate a quello per le vacanze. Sul fronte del lavoro, due le misure più significative: lo sconto del 30% sui contributi versati per i lavoratori meridionali e la decontribuzione per tre anni dei giovani under 35 assunti su tutto il territorio. In attesa della fine di Quota 100, sono stati confermati Ape social e Opzione donna, le due misure che consentono di lasciare il lavoro prima dei 67 anni.

Le imprese, oltre alla proroga della cig, incassano una nuova moratoria per prestiti e mutui, il credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e la proroga degli incentivi per la patrimonializzazione, l’internazionalizzazione (1,5 miliardi) e gli interventi su macchinari e beni strumentali. L’intervento più importante è però l’istituzione di un fondo di 4 miliardi per i settori più colpiti dall’epidemia (ristorazione, trasporti e turismo), fortemente voluto dai 5 Stelle.

Altri 6 miliardi saranno distribuiti fra scuola, università e cultura: 600 milioni per il cinema, 1,2 miliardi per l’assunzione di 25mila insegnanti di sostegno, 1,5 miliardi per l’edilizia scolastica, 2,3 miliardi per gli atenei e la ricerca. Possono tirare un respiro di sollievo, infine, i lavoratori pubblici che avranno altri 400 milioni per il rinnovo dei contratti.