Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (Ansa)
Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (Ansa)

Roma, 19 ottobre 2019 - Per il popolo delle partite Iva la manovra in arrivo potrebbe trasformarsi in una stangata. Anche se il condizionale è d’obbligo, dal momento che su questo fronte è ancora molto forte lo scontro nella maggioranza. Prima occorrerà attendere il testo definitivo della Legge di Bilancio. Ma, con la collaborazione dell’Istituto nazionale degli esperti contabili, Qn ha provato a fare qualche simulazione per capire quale sarebbe l’impatto delle nuove regole sui piccoli professionisti. E le sorprese non mancano, neanche per le società con un fatturato fino a 65mila euro, che dovrebbero continuare ad usufruire della flat tax del 15%.

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Tra i correttivi anti-abuso che il governo pensa di inserire nella manovra , c’è anche l’introduzione del regime analitico. Che si traduce – spiega Andrea Benetti, direttori dell’Istituto Nazionale Esperti Contabili – nell’obbligo di determinare il reddito cui applicare la tassa piatta, tenendo conto dei costi e dei ricavi". Per chi ha una partita Iva con 50mila euro di fatturato e 10mila di costi deducibili, l’aggravio è sui 400 euro. Ai quali, però aggiungere tutti i costi accessori, con un’ulteriore spesa di 700 euro rispetto a quelli sostenuti nel 2019 grazie alla flat tax del governo Conte 1. Si va da una spesa di 240 euro per un conto corrente dedicato (anche se nelle ultime bozze della manovra questo obbligo potrebbe essere cancellato) ai cento euro all’anno per il gestionale della fatturazione elettronica. Senza contare la spesa di almeno 1500 euro per la consulenza di un esperto contabile. In tutto, quindi, l’aggravio supererebbe i 1100 euro. La vera delusione, però, è per le partite Iva con un fatturato fra 65mila e 100mila euro, che avrebbero potuto optare già nel 2020 (almeno secondo il governo precedente) per una flat tax pari al 20%. Invece continueranno a dover utilizzare il regime ordinario e, quindi, saranno soggetti alle aliquote ordinarie dell’Irpef: 41% fino a 75mila euro e 43% oltre questa soglia. Per una partita Iva con 90mila euro di fatturato e 20mila di costi deducibili, con la flat tax al 20% avrebbe versato tasse e contributi per 32mila euro. Continueranno, invece, a pagarne 43mila, 11mila euro in più.

Vediamo nel dettaglio:

Flat tax oggi

Con la flat tax del 15% fino a 65mila euro di reddito, una partita Iva con fatturato di 50mila euro e un imponibile di 39mila euro (compresa la rivalsa Inps del 4%), paga una imposta sostitutiva di 5.850 euro e versa all’Inps (gestione separata) 10.030 euro. Il totale del carico fiscale è 15.880 euro.

Le nuove regole

Con le nuove norme sulle partite Iva fino a 65mila euro l’aggravio di imposte per chi fattura 50mila euro con 10mila di costi deducibili sarà di poco sopra i 400 euro l’anno. L’imposta sostitutiva passerebbe da 5.850 a 6.000 euro. I contributi Inps da 10.030 a 10.288 euro.

Senza flat tax

Chi fattura 90mila euro è fuori dall’attuale regime della flat tax forfettaria. Con costi deducibili per 20mila euro e un reddito imponibile di 70mila, paga un’Irpef di 23.370 euro, un’addizionale comunale di 560 euro, regionale di 1.190 euro e 18mila euro di contributi Inps. Il carico totale è di 43mila euro.

Flat tax oggi

Con la flat tax al 15% di oggi, per un fatturato di 50mila euro e imponibile di 39mila euro, l’imposta sostitutiva è di 5.850 euro. Anche deducendo costi per 20mila euro. L’imponibile è calcolato a forfait, sottraendo ai ricavi dichiarati una quota fissa per ogni tipo di attività e i contributi. 

Le nuove regole

Una partita Iva con 50mila euro di fatturato e 20mila di costi deducibili, potrebbe pagare sensibilmente in meno rispetto alle attuali regole della flat tax. Infatti, il carico fiscale e contributivo totale passa da 15.880 a 12.216, con un vantaggio di 3.664 euro.

Ipotesi flat tax

Se fosse passata la flat tax anche per le partite Iva fra i 65mila e i 100mila euro di fatturato, un professionista con ricavi per 90mila euro e 20mila di costi deducibili, avrebbe avuto un carico fiscale e contributivo totale di 32mila euro, risparmiando, quindi, ben 11mila euro rispetto a oggi.