Roberto Gualtieri (ImagoE)
Roberto Gualtieri (ImagoE)

Roma, 18 ottobre 2019 - Nessun vantaggio per chi guadagna 1.500 euro l’anno. Guadagneranno 360 euro l’anno in più i lavoratori che hanno una retribuzione lorda di poco superiore ai 25mila euro. Il vantaggio massimo, invece, sarà per la fascia di reddito che supera, sia pure di poco, i 26mila euro l’anno: il netto potrebbe aumentare di circa 960 euro all’anno. Il taglio del cuneo fiscale, vale a dire la differenza fra il costo del lavoro sostenuto dalle imprese e i soldi che finiscono in tasca al dipendente, al netto di tasse e contributi. Una differenza che in Italia è tra le più alte fra i Paesi Ue (Germania esclusa). Per ridurre il gap, la manovra stanzia 3 miliardi: i primi benefici con le retribuzioni di luglio. Poi, nel 2021, la platea dovrebbe essere estesa e la dote dovrebbe attestarsi sui 5,5 miliardi di euro. Lo sgravio partirà dal primo gennaio. Ma cosa cambia nelle tasche dei lavoratori

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Partiamo da un dato: per i dipendenti coi redditi fino a 24mila euro, cambia poco o nulla. Continueranno a ricevere il bonus Renzi di 80 euro al mese. Oltre questa soglia, come scrive il Sole 24 Ore, ci saranno i primi vantaggi fiscali. Chi ha una retribuzione di 25-26mila euro lordi annui e che, fino ad oggi, ha ricevuto un bonus ridotto a 50 euro, da luglio guadagnerà 30 euro in più al mese, portando la detrazione Irpef a 80 euro.

Lo “sconto” più significativo è previsto per i lavoratori che oggi sono esclusi dal bonus Renzi: per chi ha uno stipendio netto di circa 1.630 euro al mese, la nuova detrazione decisa dal governo porterà a un aumento in busta paga di 79 euro, appena un euro in meno rispetto al bonus dell’ex premier. 
E la situazione non cambia anche nel caso in cui, in una famiglia, ci siano due redditi, uno di 1.200 euro e l’altro di 2.350. Nel primo caso, sarà conservato il bonus di 80 euro, ma non ci sarà alcun vantaggio per il taglio del cuneo fiscale. L’altro reddito, invece, aumenterà di 42,38 euro mensili nel 2020 e di 84,76 nel 2021. Per chi ha una retribuzione di 34.450 euro, infine, lo sconto fiscale sarà di poco superiore ai 5 euro al mese.

Per capirci meglio, abbiamo schematizzato quattro situazioni-tipo:

1 - Sotto i 19.500 euro nessun vantaggio

Zero euro di vantaggio fiscale per chi guadagna meno di 19.500 euro lordi all’anno, si legge nelle simulazioni del Sole 24 Ore. Il taglio del cuneo viene annullato dagli 80 euro del Bonus Renzi (che resta). E dunque il lavoratore conserverà in busta un netto di 1.338,45 euro al mese

2 - Sopra i 25.500 euro i bonus si sommano

Se un lavoratore ha una busta paga che si aggira sui 1.950 euro lordi mensili, cioè 25.350 euro all’anno, il taglio del cuneo andrà a sommarsi al bonus Renzi. Ai 50 euro in più 
di quest’ultimo (la cifra era parziale), si aggiungono circa 30 euro al mese, che portano la busta a 1.645 euro netti

3 - Più soldi al coniuge col reddito maggiore

In una coppia con due redditi differenti - poniamo di 30mila e 15mila euro annui - beneficerà del nuovo taglio del cuneo solo il coniuge con lo stipendio più pesante (l’altro continuerà 
a percepire gli 80 euro). Il vantaggio fiscale medio per chi guadagna sui 30mila euro sarà di circa 500 euro l’anno

4 - Massima detrazione sopra ai 26.600 euro

Chi è rimasto escluso dal bonus 80 euro di Renzi, ossia ha un lordo annuo di oltre 26.600 (ma sotto i 35mila circa), avrà il maggior beneficio: quasi 80 euro netti in busta paga tutti prelevati dal taglio del cuneo. Il vantaggio può salire ulteriormente nel 2021

Infine, ecco altri punti da tenere presente dello sgravio:

Scaglioni

Il taglio delle tasse e dei contributi in busta paga scatterà per i lavoratori dipendenti che hanno una retribuzione lorda non superiore ai 35mila euro all’anno. Ma, nel 2020, l’aumento degli stipendi scatterà solo a partire dal mese di luglio

La platea

I lavoratori che dovrebbero essere coinvolti nella prima fase della riduzione del cuneo fiscale dovrebbero essere circa 11 milioni. Ma nel 2021, con il raddoppio dei fondi previsto dal governo (da 3 a 5,5 miliardi) il numero dei dipendenti dovrebbe raggiungere quota 21 milioni

I più poveri

Per ora sono esclusi dal taglio al cuneo fiscale introdotto nella manovra economica i cosiddetti ‘incapienti’, ovvero i redditi inferiori agli 8mila euro lordi annui che non sono sottoposti ad alcuna tassazione. In questo caso interviene il reddito di cittadinanza o misure analoghe

Cassa integrazione

L’Inps fa sapere che le ore di cassa integrazione ordinaria a settembre 2019 sono state 5,7 milioni: +2,7% rispetto all’anno precedente. Soffre di più l’industria: +10,7%. Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria è stato pari a 11,5 milioni, di cui 5,6 milioni per solidarietà (+99,2%) 

Contratti

Grazie alla stabilizzazione dei rapporti precari dovuta anche al Decreto dignità, aumentano i contratti stabili in Italia. Nei primi 8 mesi 2019 saldo positivo tra assunzioni e chiusure (+842.359). 
Balzo delle trasformazioni, che superano le 530mila unità (ad agosto 2018 erano 359.177)

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