Auto aziendali (iStock)
Auto aziendali (iStock)

Roma, 31 ottobre 2019 - L'ultimo tema caldo a proposito di legge di Bilancio è la stretta sulle auto aziendali. All'indomani dell'intesa in seno al governo sull'ultima bozza della manovra 2020, si accende il dibattito sulla norma contenuta nel testo che interviene sulle auto concesse in uso 'promiscuo' ai dipendenti, un tipo di fringe benefit, beneficio accessorio corrisposto a particolari categorie di lavoratori dipendenti citato in busta paga. Fonti del Mef precisano che l'aumento della tassa passa dal 30 al 60% del valore che concorre alla formazione del reddito. Mentre saranno gravate per l'intero valore solo le auto superinquinanti, e non tutte le vetture come trapelato in precedenza. ll balzello non riguarderà i veicoli in uso ad "agenti e rappresentanti di commercio", per cui continuerà a valere lo sconto. Per le auto ibride ed elettriche la quota imponibile resterà come adesso al 30% del valore convenzionale, mentre per tutte le altre la quota sarà al 60% (come la media Ocse)

La misura, che garantirebbe in Bilancio un'entrata di 513 milioni, è invisa all'opposizione ma anche a Italia Viva, che annuncia battaglia in Aula. "Sulle auto aziendali il Gruppo si impegnerà in Parlamento per eliminare anche questa inutile tassa che danneggia lavoratori e aziende - twitta il senatore di Italia Viva, Eugenio Comincini, componente della commissione Bilancio di Palazzo Madama -. Abbiamo fatto questo Governo per evitare nuove tasse: dopo IVA, gasolio, cedolare secca, tax cellulari, sistemeremo anche questa". La linea è quella di Matteo Renzi che già ieri prometteva: "Abbiamo bloccato aumento IVA e tasse sui cellulari: adesso lavoreremo su zucchero e auto aziendali".

Contro la tassa sulle auto aziendali si schiea anche il Pd. "Devessere rivista, modificata e rimodulata in base al grado di inquinamento del veicolo e per fare in modo che non gravi in maniera eccessiva sulle tasche dei lavoratori e comporti danni per il settore dell'auto", dice il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando. "In Parlamento ci impegneremo per modificare il testo e siamo certi che ci saranno spazi per farlo", aggiunge allineandosi a Italia Viva. 

LE REAZIONI - Prima della precisazione del Mef, il sottosegretario all'Economia Alessio Villarosa (M5S) si affretta a precisare che la tassa sulle auto "non è su tutte le aziende, solo le più grosse - afferma a 'Un Giorno da Pecora', su Rai Radio1 -. Abbiamo aumentato un po' la tassazione sul fringe benefit e solo oltre un certo numero di auto". Ma Aniasal'Associazione che in Confindustria rappresenta il settore del noleggio veicoli, ha già fatto i conti: "Sono due milioni le auto aziendali che saranno colpite dalla stretta fiscale inserita in manovra, circa l'80% del totale, visto che dovrebbero essere ricomprese solo quelle assegnate alla singola persona, al singolo lavoratore". Aniasa ha espresso "totale contrarietà" verso la stangata prevista in legge di Bilancio. Così "si uccide il settore dell'auto e si penalizzano i lavoratori". 

Anche Federmanager stigmatizzava l'intervento fiscale che "mortifica il lavoro dipendente e, ovviamente, penalizza ulteriormente la categoria, che già versa contributi cospicui alle casse pubbliche e sostiene sensibilmente tutto il welfare, a partire dal sistema previdenziale".