Protesta dell'industria di bevande analcoliche contro sugar e plastic tax (Ansa)
Protesta dell'industria di bevande analcoliche contro sugar e plastic tax (Ansa)

Roma, 5 dicembre 2019 - Lo hanno ribattezzato "mini-maxi-emendamento", ma di fatto riscrive i punti più controversi della manovra 2020 e introduce la cosiddetta Robin-tax per i concessionari. In sostanza, si alleggerisce la stretta su plastic tax (ridotta del 70%) e auto aziendali, ma si introduce un’addizionale Ires del 3% per le società, come Autostrade, che gestiscono attività in concessione dallo Stato. Ma non è l’unica novità dell’ultim’ora. Spunta infatti una nuova clausola di salvaguardia, con aumenti delle accise sulla benzina da oltre tre miliardi in tre anni, a meno che il ’pagherò’ non sarà sterilizzato così come è stato fatto quest’anno con l’Iva. Si tratta, denunciano dall’opposizione Lega e FI, di una "stangata" che peserà sugli italiani, sia per effetto dell’aumento delle accise ("un miliardo e mezzo in più rispetto a quanto già previsto») sia per "l’aumento dei costi dei servizi" che i concessionari "scaricheranno sui cittadini". Intanto, sul fronte del decreto fiscale viene stralciata la norma della discordia sul rinvio dell’equiparazione delle fondazioni politiche ai partiti e si ridimensiona la Rc auto familiare, che varrà dal primo rinnovo dell’assicurazione.

Sono almeno 20 le modifiche del governo al testo della legge di Bilancio originaria presentate al Senato attraverso il "mini-maxi-emendamento" che vale circa 1,7 miliardi di euro. In primo piano la riduzione del 70% dell’impatto della plastic tax che si ottiene anche attraverso il dimezzamento del prelievo, che scende da 1 euro a 50 centesimi al chilo. Si escludono, per di più, i prodotti che contengono plastica riciclata, oltre a quella compostabile, e i dispositivi medici classificati dalla commissione unica sui dispositivi medici (che andranno ad aggiungersi alle siringhe già previste), nonché i manufatti in plastica con singolo impiego adibiti a contenere e proteggere preparati medicinali. Le novità dovrebbero portare a un minor gettito di 767 milioni di euro. Ma per Italia Viva di Matteo Renzi non basta. "Apprezziamo – avvisa il capogruppo a palazzo Madama Davide Faraone – i passi avanti ma noi stiamo lavorando per arrivare a zero e togliere anche la tassa sullo zucchero".

La stretta sulle auto viene allentata, invece, con la riduzione dell’attuale 'fringe benefit' al 25% sulle vetture con emissioni di CO2 inferiori a 60 g/km e al 30% su quelle superiori a 60 g/km e inferiori a 160 g/km. Per i veicoli con emissioni inquinanti superiori a 160 g/km e inferiori a 190 g/km la percentuale diventa del 40% nel 2020 per poi salire al 50% dal 2021 mentre per tutte le auto superiori a 19p g/km scatta il 50% il prossimo anno e il 60% dal 2021. La rimodulazione della tassazione sulle auto aziendali scatterà per i contratti stipulati dopo il 30 giugno 2020.

La nuova ’Robin tax’ riguarda i concessionari autostradali, aeroportuali, per lo sfruttamento di acque minerali, per la distribuzione di energia elettrica, ferroviari, di frequenze radiofoniche, radiotelevisive e delle comunicazioni. Sono salvi i balneari e le concessioni petrolifere. L’aliquota addizionale del 3% scatta retroattivamente, per il periodo d’imposta fino al 31 dicembre 2019 e dovrebbe portare un gettito di circa 300 milioni di euro. Le coperture vengono essenzialmente assicurate per 841 milioni da maggiori entrate fiscali, per 306 milioni dalla Robin tax e da trasferimenti, per 460 milioni.