Il premier Conte tra i suoi vice Di Maio e Salvini (ImagoE)
Il premier Conte tra i suoi vice Di Maio e Salvini (ImagoE)

Roma, 10 ottobre 2018 - Il governo fa fronte comune per difendere la manovra finanziaria 2019 e si dice convinto che lo spread non andrà fuori controllo (oggi ha chiuso a 297 punti). Il premier Giuseppe Conte ribadisce la sua fiducia nelle misure nel consueto pranzo di lavoro al Quirinale che precede ogni vertice Ue. "Siamo convinti che la strada indicata nella nostra manovra sia quella giusta: coglierò anche l'occasione del Consiglio Ue della prossima settimana per parlarne con l'Europa", dice il presidente del Consiglio a Sergio Mattarella, sottolineando "che i mercati capiranno non appena conosceranno la bontà delle misure".

Anche i due vicepremier ostentano sicurezza. Luigi Di Maio lo fa rispondendo all'avvertimento di Fitch, che vede "rischi considerevoli per i target, specie dopo il 2019". "Tutti quelli che hanno promosso i governi precedenti, è buona cosa che boccino quelli attuali. Vogliamo essere promossi dai cittadini", dice il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. Matteo Salvini, invece, spiega che "la manovra non cambierà" e che "l'unica promozione" che interessa è quella delle imprese pronte, a suo dire, a "garantire migliaia di assunzioni" con la revisione della legge Fornero.

L'exit strategy nel caso il Paese dovesse finire sotto attacco sul fronte finanziario sarebbe quello - riferiscono fonti parlamentari della maggioranza - di dilazionare le misure. Alleggerire il peso sui conti pubblici per il 2019, far partire 'quota cento' e reddito di cittadinanza più in là di qualche mese, magari sotto le Europee. Ma questo piano, al momento, non viene preso in considerazione da M5s e Lega che insistono sulla necessità di far decollare subito il contratto di governo. 

Pensioni a quota 100 e reddito di cittadinanza restano il piatto forte della manovra e imprimeranno insieme, nei numeri presentati dal ministro Tria in Parlamento, la metà della maggiore crescita prevista per il 2019, 0,3 punti in più sullo 0,6 previsto. Il resto verrà dai maggiori investimenti (0,2%) e dal blocco degli aumenti Iva (un altro 0,2%) oltre che da incentivi e spese indifferibili, neutralizzati in parte (0,4%) dal peso delle coperture. La legge di Bilancio prevede infatti interventi per 36,7 miliardi, per 22 miliardi dall'extra-deficit, confermato al 2,4% il prossimo anno, e per gli altri, le coperture, da tagli di spesa per 6,9 miliardi e aumenti di entrate per altri 8,1, tra la classica lotta all'evasione, i proventi una tantum della pace fiscale, una sforbiciata alle tax expenditures (non sulle famiglie) e la cancellazione di Iri e Ace per le imprese.

Intanto Mattarella ricorda l'importanza del dialogo, soprattutto perché una bocciatura di Bruxelles della prima legge di bilancio gialloverde è una ipotesi concreta. E se Fitch si pronuncerà sul nostro Paese solo la prossima primavera, entro la fine di ottobre arriveranno i giudizi ssul rating di Moody's e Standard & Poor's. Dal canto suo il governo prova a fare leva sul "Sistema Italia" incontrando gli ad delle Partecipate a Palazzo Chigi e presentando un piano di investimenti da 15 miliardi in più per il prossimo triennio. In cambio l'esecutivo assicura un ambizioso piano di riforme: da quella del codice degli appalti al riassetto del fisco, dalla riforma del codice civile a un massiccio piano di semplificazione burocratica.

In serata, poi, Di Maio riunisce ministri, viceministri e sottosegretari del M5s per parlare dei tagli al bilancio dello Stato per reperire nuove risorse per la manovra. La ricetta è "il progressivo azzeramento dei finanziamenti pubblici all'editoria" e una stretta maggiore di quella prevista sulle spese dei ministeri. "Serve ridurre auto blu e voli di Stato in primis", dice il leader politico del Movimento. E aggiunge: "Sono le nostre battaglie ed è ciò che abbiamo promesso agli italiani, quando in campagna elettorale parlavo di cambiamento e di politica come servizio intendevo anche questo".