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1 nov 2021

Mancano ingegneri, cuochi e tecnici. Le imprese: così la ripresa si ferma

Entro fine anno previste 1,4 milioni di assunzioni. Ma tante aziende sono a caccia di profili introvabili. Fuga dalla ristorazione, l’allarme di Confcommercio: "L’anno scorso si sono dimessi 116mila dipendenti"

1 nov 2021
achille perego
Economia
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La ripresa dell'occupazione in Italia
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La ripresa dell'occupazione in Italia

La prima a lanciare l’allarme, alla vigilia dell’estate, era stata la ristorazione: le attività ripartono ma nelle sale e nelle cucine mancano cuochi e camerieri. E il grido degli imprenditori per la carenza di manodopera si è esteso dai cantieri aperti sulla spinta del Superbonus alle professioni richieste per la ripresa favorita dal Pnrr, dal settore ambientale a quello informatico. A ottobre, secondo Unioncamere e Anpal, le imprese ricercavano oltre mezzo milione di lavoratori, 114mila in più rispetto allo stesso periodo 2019. E tra ottobre e dicembre hanno in programma di attivare 1,4 milioni di contratti (+28,8%). L’industria entro dicembre stima 452mila assunzioni, con maggiori opportunità in meccatronica (93mila posti), metallurgia (68mila), costruzioni (52mila). Il doppio, 900mila, i posti nei servizi: 197mila nel commercio, 167mila nei servizi alle persone, 139mila in quelli operativi di supporto alle imprese. Ma la difficoltà di reperimento riguarda il 36,5% delle figure richieste. Con uno scarto (in gergo tecnico si chiama mismatch) tra domanda e offerta superiore al 50% per informatica, progettazione e ricerca, installazione e manutenzione. Con professionalità definite "introvabili" dalle aziende come i laureati in ingegneria industriale ed elettronica e i diplomati tecnici, dall’elettrico all’edile al meccanico. Del resto l’Italia è fanalino di coda in Europa per l’istruzione tecnica superiore per cui Romano Prodi ha auspicato, per promuoverla, anche fiction tv su queste professioni. Un campo dove, per Giulia Amico di Meane, global director di Talent Garden Innovation School, istituto che forma programmatori, esperti di dati e digital marketing, design e business, purtroppo esiste ancora un gap tra ciò che chiede il mercato e scuole e Università. Che in un Paese dove, a causa della pandemia, si sono persi circa un milione di posti e il tasso di disoccupazione è al 9,3%, si incontrino difficoltà ad assumere sembra un paradosso. Eppure, avverte Rosario ...

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