Un’immagine del Salone di Ginevra 2019, l’ultima edizione prima del Covid
Un’immagine del Salone di Ginevra 2019, l’ultima edizione prima del Covid
di Elena Comelli Il salone dell’auto di Ginevra è l’ultima vittima illustre della carenza di semiconduttori, che sta mettendo in crisi l’industria dell’auto. L’edizione 2022 del Gims, che doveva svolgersi in febbraio, è stata annullata ieri, per timore di una recrudescenza pandemica, ma soprattutto per l’estrema debolezza del settore: "È probabile che la crisi dei chip si trascini anche il prossimo anno, con implicazioni finanziarie negative per i produttori....

di Elena Comelli

Il salone dell’auto di Ginevra è l’ultima vittima illustre della carenza di semiconduttori, che sta mettendo in crisi l’industria dell’auto. L’edizione 2022 del Gims, che doveva svolgersi in febbraio, è stata annullata ieri, per timore di una recrudescenza pandemica, ma soprattutto per l’estrema debolezza del settore: "È probabile che la crisi dei chip si trascini anche il prossimo anno, con implicazioni finanziarie negative per i produttori. Molti marchi non sono quindi in grado di impegnarsi a partecipare a una fiera che si sarebbe svolta fra poco più di quattro mesi. Considerando tutti i fattori, è apparsa chiara la necessità di rimandare la manifestazione, e di dare l’annuncio il prima possibile per evitare di annullarla a ridosso", ha detto Sandro Mesquita, ad del salone, che ha dato appuntamento al 2023. Ma non sono solo i chip a complicare la vita delle compagnie automobilistiche.

L’onda d’urto della ripresa post-Covid coinvolge pressoché tutte le materie prime, diventate introvabili e costosissime. Gli inglesi la chiamano "everything bubble": la bolla sui prezzi di qualunque cosa. Nel tempo, secondo gli analisti, questa situazione si sgonfierà, perché i livelli produttivi smetteranno di crescere all’impazzata rispetto all’anno scorso, ma questo ragionamento non si applica a tutte le commodities.

Ci sono infatti alcune materie prime necessarie in quantità mai utilizzate finora, perché sono indispensabili alle due rivoluzioni in corso nel sistema produttivo: la transizione green e quella digitale. Parliamo di rame, litio, silicio, cobalto, terre rare, nichel, stagno, zinco. Sul litio si stanno concentrando notevoli tensioni, tanto che i prezzi sono quintuplicati rispetto all’anno scorso, spinti dalla transizione verso l’auto elettrica. Si prevede che la domanda di litio cresca del 26% quest’anno, a 450mila tonnellate, superando l’offerta globale di oltre 10mila tonnellate. La carenza di carbonato di litio (utilizzato per il commercio del litio nel mondo) potrebbe mettere un freno alla rapida crescita dell’auto elettrica.

Alcune aziende hanno già annunciato che non c’è abbastanza litio per confermare le consegne di batterie. Da qui emerge la necessità del riciclo. Pochi giorni fa Herbert Diess, ad di Volkswagen, ha annunciato l’avvio del riciclo delle batterie della sua casa automobilistica.