Martedì 16 Aprile 2024

Una patatina tira l’altra. Pizzoli punta a triplicare la produzione

L’ITALIA DELL’AGROALIMENTARE che si distingue nel mondo arruola un altro ambasciatore già con diritto di cittadinanza tra i leader. È...

Una patatina tira l’altra. Pizzoli punta a triplicare la produzione

Una patatina tira l’altra. Pizzoli punta a triplicare la produzione

L’ITALIA DELL’AGROALIMENTARE che si distingue nel mondo arruola un altro ambasciatore già con diritto di cittadinanza tra i leader. È il gruppo bolognese Pizzoli, realtà industriale in crescita nel settore delle patate fresche e surgelate, ormai certo di ritagliarsi un ruolo da protagonista in Europa al fianco dei grandi player mondiali che guidano in concorrenza tra loro il mercato, come gli olandesi Aviko e Farm Frites International, l’americana Lamb Weston, la canadese Mccain e altri competitor. Dalla bassa pianura bolognese la Pizzoli, già ampiamente strutturata con numeri di assoluta solidità, rilancia la sfida essendo già la prima realtà del genere in Italia. Registra un fatturato di 159 milioni di euro nel 2023 in crescita del 25% rispetto all’anno precedente. E già questo è un ottimo biglietto da visita. Ora si è appena concretizzato un investimento da 100 milioni di euro nella realizzazione di un nuovo stabilimento ad alta tecnologia (inaugurato recentemente) a San Pietro in Casale, nell’area nord della provincia di Bologna che si allunga verso Ferrara. È il terzo polo dopo quelli di Budrio e Baricella: con 40mila mq coperti oggi si qualifica come il più grande del Sud Europa e anche grazie a questo investimento l’azienda guidata da Nicola Pizzoli (nella foto a destra), presidente e Ceo, ha come obiettivo di triplicare i volumi di produzione.

Il progetto del nuovo insediamento produttivo e logistico, anche nell’ottica di ridurre il consumo di suolo, parte nel 2016 da una riconversione industriale dell’Ex Zuccherificio Sfir di San Pietro in Casale, un’area di 350.000 mq. Il lavoro di demolizione e recupero del sito è stato imponente ed è per questo che l’intera operazione si è protratta nel tempo. Nel 2017 è stata avviata la prima fase del progetto consistente nella piattaforma logistica ad elevata automazione. La costruzione della struttura produttiva è iniziata nel 2021 ed è stata terminata ad inizio 2023 con un investimento di oltre 70milioni di euro effettuato grazie anche al contributo di un contratto di sviluppo sottoscritto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex Mise).

L’impianto è stato concretamente avviato Il 15 luglio dell’anno scorso. "La costruzione di questo stabilimento ha più di un valore - dice il presidente Nicola Pizzoli - sebbene il periodo post pandemico sia stato caratterizzato da difficoltà di approvvigionamenti e di incertezza economica, il nostro gruppo ha voluto rimanere radicato sul territorio. Per il nuovo sito, infatti, sono state assunte 60 persone perlopiù di giovane età e provenienti dei Comuni circostanti". Quindi un valore aggiunto per l’occupazione legato al territorio. Poi c’è il tema non secondario del rispetto ambientale. Oltre alla fabbrica, che permette di seguire tutti gli step fino al confezionamento, l’investimento ha portato alla realizzazione anche delle "centrali tecnologiche per la produzione di energia termica e frigorifera — spiega ancora l’ad e presidente, Nicola Pizzoli — e di una centrale ecologica per il trattamento delle acque e per il recupero degli scarti di lavorazione con produzione di biogas". Ciò significa una scelta ben precisa: "Non solo essersi dotati di capacità produttiva che a cascata avrà un impatto e sarà un’opportunità per tutta la filiera della pataticoltura dato che la stima è un aumento del 15% della domanda di patate italiane grazie a questo stabilimento, ma anche aver lavorato sulla riduzione dell’impatto ambientale e delle emissioni, nonché sul recupero e sul riutilizzo dei sottoprodotti".

La nuova struttura una volta a regime, come detto, triplicherà la capacità produttiva di patate surgelate e consentirà nel lungo termine di portare i volumi di materia prima conferita dalle aziende agricole al gruppo Pizzoli a 350.000 tonnellate annue. Negli step a breve e medio termine lo stabilimento accoglierà anche la parte di confezionamento di patate fresche. Il mercato delle patate surgelate in Italia è una realtà in grande crescita ed è per questo che Pizzoli ha fatto un passo verso un futuro industriale e commerciale che può ancora regalare grandi soddisfazioni alle aziende del settore e all’indotto che gravita intorno ad esse.

In Italia infatti i volumi totali venduti di patate surgelate tra canale retail e food service ammontano a circa 430.000 tonnellate. Il gruppo Pizzoli, forte di una crescita costante negli anni attualmente è presente in tutti i canali di vendita con marchi propri e come produttore a marchio del distributore. Nel canale Retail la marca Pizzoli è leader sia a volume (quota 17,5%) che a valore (quota 23%). (Fonte : Circana ATDic.2023). Sono quindi numeri importanti in un scenario globale molto ampio. In Italia la produzione annua di patate comuni si aggira attorno ad 1.500.000 tonnellate, ottenute su una superficie di circa 60.000 ettari. Il 45% dell’intera produzione di patate proviene da tre sole regioni: la Campania (22%), l’Emilia-Romagna (12%) e l’Abruzzo (11%).

La dimensione del mercato mondiale delle patate è invece stimata in 111.825,01 milioni di dollari americani nel 2023 e si prevede che raggiungerà 132.813,04 milioni entro il 2028, crescendo con un tasso annuo composto del 3,50% durante il periodo di previsione (2023-2028). È anche alla luce di queste cifre che Pizzoli non vuole rimanere indietro. E c’è un altro traguardo dietro l’angolo. La Pizzoli è nata nel 1926, si è sviluppata fortemente nel Dopoguerra e fra due anni raggiungerà il traguardo del secolo di vita sempre a conduzione familiare.

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