Venerdì 14 Giugno 2024

Rivoluzione Treré. Solo fibre naturali ottenute con tecnologia biotech

Treré Innovation, azienda mantovana produttrice di abbigliamento sportivo Uyn, punta alla sostenibilità con fibre organiche e tecnologie innovative. Il nuovo polo tecnologico 'Areas' mira a migliorare le performance dei prodotti, mentre le tecnologie Airnest e biomorfismo promettono un approccio rivoluzionario. Riconoscimenti prestigiosi confermano l'impegno dell'azienda nella ricerca e nello sviluppo.

LA LORO SEDE è ad Asola, in provincia di Mantova, nel cuore di quel distretto della calzetteria sbocciato negli anni Sessanta e diventato, nel tempo, un’eccellenza italiana nella produzione di filati sintetici - come la microfibra - e ad alto contenuto tecnologico, in particolare per l’intimo e lo sport. Ora, però, l’intenzione di Treré Innovation (azienda proprietaria e produttrice del noto marchio di abbigliamento tecnico sportivo Uyn) è superare le fibre sintetiche, derivate da combustibili fossili a elevato impatto ambientale, e realizzare esclusivamente fibre a base organica, naturali e in grado di garantire le medesime performance di quelle sintetiche. Al grido di "Il futuro è biotech", il gruppo mantovano ha inaugurato, lo scorso autunno, un innovativo polo tecnologico per lo studio e il miglioramento delle prestazioni dei propri prodotti. Denominato ‘Areas’ (acronimo di ‘academy for research and engineering in apparel and sport’, letteralmente ‘accademia per la ricerca e lo studio ingegneristico nell’abbigliamento sportivo’), il centro – 3500 metri quadri, risultato di un investimento pari a oltre 2 milioni di euro - si affianca alla sede storica dell’azienda ad Asola. Lanciato alla fine del 2018, il marchio di abbigliamento funzionale Uyn nasce con l’obiettivo di aprire una nuova era di sostenibilità e libertà di movimento nell’abbigliamento per lo sport all’aria aperta. ‘Uyn’ - sigla che deriva dall’inglese ‘Unleash your nature’ (‘libera la tua natura’) - si legge come ‘win’, che in inglese significa ‘vincere’: un curioso gioco di parole e di suoni, destinato a fare subito centro.

Il successo del brand, infatti, è immediato e consente all’azienda proprietaria di registrare una crescita costante, che va di pari passo con l’apertura di nuovi punti vendita in Italia e nel mondo: come ha dichiarato recentemente l’amministratore delegato del gruppo Trerè Innovation, Marco Redini (nella foto sopra), "nell’area ‘Dach’ (Germania, Austria, Svizzera) abbiamo il principale mercato di sbocco, in un giro d’affari per il 90% estero. Basti pensare che, in Germania, Uyn può vantare oltre un migliaio di store che vendono solo le sue scarpe, mentre con i prodotti di sport se ne aggiungono altre 400. In Austria siamo distribuiti in circa 250 punti vendita, mentre in Svizzera abbiamo appena aperto una nuova filiale locale, eliminando il distributore e prendendo uno showroom a Zurigo". Anche per il 2024 è in calendario un fitto programma di aperture, in particolare in Francia, Germania e Italia. Dopo aver realizzato la prima collezione ‘biotech’ di intimo e calze per l’outdoor e la vita attiva - realizzata con fibre a base organica (tra le altre, la lana vegetale kapok e una fibra derivante da legno di eucalipto), con le quali "abbiamo ottenuto livelli di performance, traspirabilità, comfort sulla pelle e gestione della temperatura superiori alle fibre sintetiche", ha spiegato il responsabile marketing e comunicazione di Uyn, Mattia Bazzoni - Trerè Innovation ha messo a punto altre due tecnologie innovative: Airnest e il concept del biomorfismo. Grazie ad Airnest (letteralmente, ‘nido d’aria’), i rifiuti tessili derivanti dagli scarti di produzione del gruppo Trerè - scampoli, fili, fibre, avanzi di tessuto (l’azienda ne genera circa 14 tonnellate all’anno) - vengono riutilizzati e diventano una sorta di ovatta da imbottitura ad alte prestazioni, con cui il gruppo mantovano produce nuovi capi di abbigliamento.

Il materiale ottenuto può anche essere compresso, per ricavare pannelli che trovano applicazione in edifici ‘green’, essendo in grado di assicurare isolamento termico e funzioni fonoassorbenti. Quanto agli indumenti biomorfici, tuttora in fase di sperimentazione, l’idea è che riescano a imitare forma e funzioni di ossa, muscoli, vene, nervi e sistema linfatico del corpo umano, al fine di migliorare comfort e prestazioni. La connessione con le strutture interne del corpo umano è pensata per far sì che i capi supportino perfettamente i movimenti e, al contempo, la regolazione della temperatura corporea. Tra le tecnologie più all’avanguardia, già messe a punto nel polo mantovano, ci sono, ad esempio, ‘hypermotion’, ovvero la costruzione di capi senza cuciture sulle spalle; ‘freelease’, ovvero gambe e braccia realizzati in un unico pezzo di tessuto, senza cuciture; e ‘flexyribs’: strutture parallele tridimensionali aumentano la capacità del tessuto di estendersi e tornare nella posizione originaria. L’investimento costante in ricerca e sviluppo ha garantito all’azienda svariati riconoscimenti: l’ultimo in ordine di tempo, assegnato all’abbigliamento da ciclismo su strada del brand Uyn, è il prestigioso Design and innovation award 2024.

"Con un peso di soli 60 grammi – si legge, tra l’altro, nella motivazione vergata dai giudici - l’innovativo baselayer (letteralmente, ‘intimo termico’) di Uyn è leggero e comodo da indossare, poiché si adatta alla forma del corpo. Le sezioni in rilievo fungono da ‘canali d’aria’ che allontanano l’umidità e l’aria calda, evitando che il tessuto si attacchi alla pelle. La piacevole sensazione al tatto del tessuto e l’eccellente lavorazione trasmettono una sensazione di alta qualità e, in combinazione con la rete fine e le fibre ad asciugatura rapida, creano uno strato ad alte prestazioni, perfetto nelle giornate più calde". Anche la salopette da ciclismo Uyn Metarace è stata premiata: ad aver ‘impressionato’ la giuria (così si legge nella motivazione) è stato soprattutto l’ottimo livello di funzionalità, tale da rendere il capo confortevole anche dopo un’intera giornata in sella.