Mercoledì 17 Aprile 2024

Pantofola d’Oro da importazione. Con o senza i tacchetti

DA OLTRE UN SECOLO AD ASCOLI si producono le scarpe da calcio dei grandi campioni. Il “saper fare“ che fa...

Pantofola d’Oro da importazione. Con o senza i tacchetti

Pantofola d’Oro da importazione. Con o senza i tacchetti

DA OLTRE UN SECOLO AD ASCOLI si producono le scarpe da calcio dei grandi campioni. Il “saper fare“ che fa delle Marche il più importante distretto calzaturiero al mondo è caratterizzato da una cura artigianale frutto della competenza e della professionalità di coloro che ogni giorno selezionano i pellami scelgono le migliori suole sempre più performanti richieste dai fuoriclasse. L’amministratore delegato di Pantofola d’Oro, Kim Williams (a sinistra nella foto in basso), racconta la storia dell’azienda: "Per raccontare la storia di Pantofola D’Oro ci vorrebbe un giorno intero e forse non sarebbe neanche sufficiente per raccontare i tanti aneddoti. L’azienda venne fondata nel 1886, ma è dopo la seconda guerra mondiale che il figlio del fondatore, Emidio Lazzarini, comincia a creare ‘’opere d’arti’’ per gli sportivi prima locali e poi a livello nazionale ed internazionale. Nel 1959 l’azienda cambia la propria denominazione: da calzaturificio Lazzarini a Pantofola d’Oro. Questo avvenne grazie ad un famoso giocatore gallese della Juventus, John Charles, che una volta calzata la scarpa ha detto: "Questa non è una scarpa, ma una pantofola, una Pantofola D’Oro". Da allora i calciatori più famosi del mondo volevano giocare solo con le Pantofole d’Oro. Puskas, Di Stefano, Sivori, Harmin, Riva, Rivera e tantissimi altri fanno parte di quella “rosa“ ideale di fuoriclasse del calcio che non scendevano in campo senza avere ai propri piedi la Pantofola d’Oro rigorosamente fatte a mano dopo aver preso le misure e realizzato per ognuno di loro il calco in legno che fa parte oggi del nostro museo".

Quali sono le strategie di sviluppo dell’azienda?

"Nel corso degli anni specialmente da meta degli anni novanta la concorrenza dei prodotti d’importazione è diventata sempre più importante e quindi ci siamo dovuti “reinventare’’ nel mondo delle calzature. Abbiamo iniziato a diversificare la produzione realizzando anche calzature moda riprendendo lo stile delle calzature da calcio. Un’intuizione che ha permesso a Pantofola d’Oro di diventare un’icona di stile nel settore del vintage di lusso permettendo a tutti gli appassionati di calzare anche nella vita di tutti i giorni le stesse scarpe ideate disegnate e realizzate per i grandi campioni del calcio ovviamente con una suola diversa che ha i “tacchetti“ tagliati per permettere una calzata eccezionale. Il Covid, internet, concorrenti, guerre hanno fatto si che gli ultimi anni sono stati molto complicati, ma grazie alla storia del nostro brand e alle felici intuizioni che si sono tradotte in efficaci strategie commerciali stiamo vivendo una importante fase di crescita e di sviluppo sia nel mondo delle calzature da calcio che in quello della moda".

Su quali mercati concentrerete i piani di internazionalizzazione?

"Abbiamo appena siglato un contratto molto importante con un partner olandese per il Nord Europa per le scarpe moda. Nel mercato Asiatico e in particolar modo in Giappone e Sud Korea le vendite stanno ripartendo bene. Con le calzature calcio siamo in 18 dei 20 più importanti negozi del mondo, dove siamo visti come la Ferrari delle calzature".

Avete aperto un nuovo punto vendita a New York?

"Si, con nostra grande soddisfazione abbiamo aperto sulla Fifth Avenue a New York un intero piano di 300 metri con tutti i nostri prodotti. Questo ci permette di avere una grande visibilità in uno dei luoghi più iconici del mondo a dimostrazione che il nostro marchio grazie alla sua ultracentenaria storia è tra i protagonisti del Made in Italy del lusso". Avete diversificato la produzione?

"Quest’anno siamo partiti anche con il progetto di scarpe safety ed i risultati iniziali sono molto interessanti, e grandi gruppi si stanno interessando al marchio".

Un’azienda storica come Pantofola d’Oro quali rapporti ha con le istituzioni?

"Il nostro rapporto con le istituzioni è senza dubbio ottimo. Dobbiamo ringraziare gli enti regionali, gli istituti bancari e Confindustria che ci hanno sempre appoggiati sia nella fase di rilancio del marchio e sia in questa fase dove stiamo vivendo performance di crescita particolarmente rilevanti".

La nuova collezione è stata presentata nel corso della Football Fashion Week di Milano?

"Certamente, l’evento dedicato all’universo del calcio è stato organizzato da Le Sette Sorelle, il player italiano più seguito dai collezionisti, e da Chiamarsi Bomber, la media company seguita da più di 5 milioni di utenti sui social network. Nel pop-up store in corso Magenta 32, Pantofola d’Oro ha proposto ad un pubblico particolarmente numeroso costituito anche da buyers provenienti da ogni parte del mondo oltre che da calciatori, giornalisti e influencer il servizio di ideazione e creazione di scarpe su misura, dopo il grande successo registrato a Londra, a Singapore e a Copenaghen. Questo rituale del tutto unico svela i tre momenti del processo di creazione degli scarpini da calcio: la misurazione, la creazione del modello e la scelta dei materiali, e la fase massima di personalizzazione, all’insegna del culto per l’estetica e per l’handmade".

Le vostre scarpe da calcio saranno utilizzate anche dai giovanissimi talenti azzurri?

"Nei giorni scorsi abbiamo sottoscritto l’accordo a Firenze diventando nuovo partner tecnico per le Rappresentative di Lega Pro. L’intesa, con durata sino al giugno 2025, è stata presentata insieme con Matteo Marani presidente di Lega Pro, Daniele Arrigoni Commissario tecnico delle Rappresentative Lega Pro e Stefano Udassi il capo delegazione".

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