Domenica 14 Luglio 2024

Luxury Jersey: l’alta moda fa parte del Dna da tre generazioni

UN RECENTE STUDIO di settore l’ha inserita fra le mille aziende più importanti del Paese nel comparto del design e...

Luxury Jersey: l’alta moda fa parte del Dna  da tre generazioni

Luxury Jersey: l’alta moda fa parte del Dna da tre generazioni

UN RECENTE STUDIO di settore l’ha inserita fra le mille aziende più importanti del Paese nel comparto del design e produzione di abbigliamento, evidenziandone il rating finanziario solido e l’ampio margine di profitto. Luxury Jersey, azienda fondata nel 2011 da Federico Boselli (figlio di Mario Boselli, presidente onorario della Camera della moda italiana) e specializzata nella realizzazione di tessuti a maglia di fibre nobili, ha sede a Garbagnate Monastero, in provincia di Lecco: un distretto, quest’ultimo, storicamente legato alla lavorazione della seta, le cui prime evidenze risalgono al 1586. I bozzoli erano coltivati dai contadini della zona e, una volta cresciuti, portati alla filanda di Garbagnate, per essere lavorati e ricavarne il prezioso filo di seta. L’attività si è evoluta nel tempo, assecondando i ritmi sempre più vertiginosi della rivoluzione industriale. Nel 1950, con un’intuizione senza dubbio lungimirante, il capostipite dell’impresa di famiglia Carlo Boselli abbandona la lavorazione della seta per impostare quella delle materie sintetiche e, soprattutto, quella della viscosa, ai tempi considerata la ‘seta artificiale’. Scomparso prematuramente, lascia il timone dell’azienda al figlio Mario Boselli che, negli anni Sessanta, amplia l’attività aziendale e aggiunge alla torcitura i processi di tessitura a maglia, tintura, stampa e finissaggio.

Nasce così il ‘gruppo Marioboselli’. Nel frattempo, oltre a seguire l’attività imprenditoriale, Mario Boselli ricopre importanti cariche istituzionali, tra le quali quella di presidente di Federtessile, Fiera di Milano, Pitti Immagine, Camera nazionale della moda e molti altri ruoli di spicco in attività finanziarie, presiedendo vari istituti bancari del gruppo Banca Popolare di Bergamo e Banca Intesa. Per i tanti meriti conseguiti durante la sua lunga carriera, è stato nominato Cavaliere del lavoro e Cavaliere di Gran Croce della Repubblica italiana. Ha inoltre ricevuto, da parte dello stato francese, l’onorificenza di Commandeur de Ordre national de la Légion d’honneur. Nel 2009 l’intero gruppo Marioboselli viene ceduto a un fondo di private equity che, dopo alterne vicende, terminerà la sua attività: a ciò seguirà lo smembramento delle varie aziende del gruppo. Nel 2011 sarà il figlio di Mario Boselli, Federico, a riprendere in mano l’azienda, con l’intenzione di proseguire l’antica e prestigiosa tradizione di famiglia: fonderà, dunque, insieme alla moglie Ilaria Bottio e a Elisabetta Proserpio, nella storica sede di Garbagnate Monastero, la Luxury Jersey srl. Una vera e propria scommessa, quella di Boselli ‘junior’, fondata sulla produzione di tessuti di fascia alta, realizzati interamente in Italia da semilavorati di fibre nobili, anch’essi 100% made in Italy, su commissione delle principali maison del lusso, da Dior ad Armani, da Gucci a Versace. A rendere il tutto ancor più sfidante, lo scenario estremamente complesso in cui si muovono, oggi, le aziende del settore, chiamate a far fronte, da un lato, al rallentamento generale del mercato del lusso e, dall’altro, a una progressiva accelerazione dei tempi richiesti dal lancio delle collezioni: una contrazione che, a detta degli stessi operatori, non è più sostenibile, né dal punto di vista economico, né da quello dell’impatto ambientale.

"Siamo stati capaci – ha dichiarato di recente Federico Boselli (a sinistra nella foto sopra insieme al padre Mario) – di adeguarci al continuo cambiamento dei tempi e delle modalità di acquisto da parte dei clienti italiani e internazionali: ciò comporta che le stagioni non siano più rigidamente determinate, mentre le richieste di prodotti estivi e invernali si sovrappongono temporalmente. Un cambiamento che altre realtà, già strutturate, non sono in grado di sostenere. È il motivo per cui il modello vincente, in questa fase, è quello dell’azienda di dimensioni ridotte, maggiormente in grado di soddisfare in tempi brevi le esigenze manifestate dagli uffici stilistici del cliente, con i quali lavoriamo, ogni giorno, a stretto contatto". La filiera produttiva di Luxury Jersey è al 100% made in Italy.

"Tutti i filati vengono acquistati in Italia – fa sapere l’azienda – alcune materie prime sono di provenienza extraeuropea (ad esempio, la lana), ma vengono successivamente lavorate in Italia. Le tessiture e le tintorie di cui ci avvaliamo sono distribuite tra Lombardia, Piemonte e Toscana. Abbiamo una stretta collaborazione con tutti i nostri terzisti, che negli anni sono diventati veri e propri partner: è con loro che mettiamo a punto, in fase di campionario, i nuovi tessuti a maglia, in modo che siano già industrializzati per le produzioni, mantenendo così un pari livello qualitativo".

Da sempre attenta al rispetto delle persone e dell’ambiente, Luxury Jersey ha adottato sin dal 2015 politiche volte a rendere più sostenibile l’intera filiera produttiva. Tra le misure messe in atto si ricordano, fra l’altro, l’uso di cotoni certificati ‘Gots’ (norma internazionale usata per la certificazione delle fibre naturali sulla base di criteri di natura ecologica e sociale); di poliammide, poliestere, lana e viscosa riciclati; e, infine, di viscose certificate ‘Fsc’ (non derivate da foreste). Per questa attenzione l’azienda ha ottenuto, negli anni, diversi riconoscimenti internazionali, oltre a fregiarsi di varie certificazioni per la sostenibilità delle proprie produzioni.